La Soprintendenza: meno male. I funzionari delia Soprintendenza tirano un respiro di sollievo e con loro il sindaco Veltroni, insieme a tanti nomi del mondo della cultura. La Roma antica ha ancora il suo custode, che si awia a concludere una carriera, adesso sì, ultratrentennale. Il battagliero paladino della tutela, il "signor no", come lo soprannominò Rutelli, è al suo posto e lì rimarrà per altri tre anni. Il decreto per l'assegnazione della Soprintendenza Archeologica di Roma è ormai passato alla firma del ministro dei Beni Culturali: una pura formalità burocratica, per confermare ciò che è ormai assodato. Dopo 28 anni di "reggenza", il Professor Adriano La Regina non dovrà lasciare il suo incarico, grazie alla trasformazione in legge, arrivata in extremis, del decreto 136 del 28 maggio sulle funzioni dall'interno della pubblica amministrazione, che prevede anche l'innalzamento dell'età pensionabile per i gradi più alti. E nonostante le aspre critiche mosse dallo stesso Soprintendente La Regina a un governo che minaccia la svendita del patrimonio artistico italiano, un ministro dello stesso governo, Giuliano Urbani, si è ritrovato a non poter far altro che trattenerlo in servizio fino al 2007. Dissipando le preoccupazioni, riportate in modo quasi corale su tutti i quotidiani, per la sua sostituzione. Certo sarebbe stato impossibile, in quattro e quattr'otto, trovare chi avrebbe potuto rimpiazzare un personaggio di tale statura e spessore culturale. Noto per le sue battaglie di salvaguardia, dalla chiusura di Caracalla al Teatro dell'Opera per recuperarla, come per il restauro di Palazzo Altemps, tanto per cominciare, fino al pugno di ferro con il sindaco Carrara contro la cementificazione dell'area dell'ex aeroporto di Centocelle e poi a Tor Marancia: un "no" mai digerito dall'allora sindaco Francesco Rutelli, al quale La Regina impedì anche la realizzazione del sottopassaggio di Castel Sant'Angelo. E se il leader della Margherita, due mesi fa, auspicava pubblicamente per la Capitale «una nuova soprintendenza, che non si distingua più per l'opposizione dei vincoli», anche questa volta dovrà incassare. Così come chi si sfregava le mani, meno ufficialmente, aspettando che il Professore lasciasse il suo incarico. Ma il problema della sua sostituzione si riproporrà fra tre anni. E tra i funzionari della Soprintendenza c'è chi già si preoccupa: a trovare qualcuno all'altezza del suo ruolo, dicono, bisognerà cominciare a pensare da adesso.