Sarà il Reparto di Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri a risolvere il giallo delle selci blu. Un mistero che sta diventando un caso scientifico. I dubbi Gli esperti mostrano una selce blu all'assessore Perbellini (a sinistra) A spiegarlo è il Soprintendente ai Beni Archeologici del Veneto Vincenzo Tinè reduce da un incontro congiunto ieri pomeriggio tra Soprintendenza, Comune di Verona, direzione e funzionari del Museo di Storia Naturale. Obiettivo: «Avere quante più risposte scientifiche possibili sul fenomeno in modo da poter incrociare i dati» spiega Tiné. Bocche cucite in Comune, con l'Assessore alla Cultura Erminia Perbellini che si limita a constatare la necessità «di fare in tutti i modi chiarezza, per capire i tempi, le modalità e le cause nelle quali abbia preso origine il fenomeno del viraggio cromatico che ha riguardato una parte importante del nostro patrimonio verso il quale abbiamo il dovere di tutela». Dopo la scoperta delle selci preistoriche diventate blu a febbraio, con la denuncia del fenomeno da parte di Laura Longo, conservatrice del dipartimento museale a cui fa capo il materiale che da circa tre anni si trova in un locale dell'ex Arsenale (materiale in parte di pertinenza comunale e in parte statale), risale a maggio l'ispezione richiesta dalla Commissione Cultura del Comune. Dai due laboratori di analisi coinvolti, uno legato all'Università di Padova e uno a Firenze, esiti non proprio concordi: per entrambi la causa del viraggio sta nella presenza di idrocarburi , ma quello di Firenze ipotizza l'intenzionalità del «contagio». Intenzionalità da sempre esclusa con decisione da parte del soprintendente Vincenzo Tinè che nei giorni scorsi aveva auspicato un chiarimento soprattutto su eventuali responsabilità. Ora Tinè esclude sia dolo che responsabilità: «Al museo va restituita dignità e riconosciuta la serietà del suo lavoro. Il fenomeno si è sviluppato in tempi rapidi e tutto ciò che si doveva è stato fatto». Tiné spiega ancora che «ieri, di comune accordo con l'assessore Perbellini, è stata presa la decisione di allargare lo spettro delle analisi, sia agli altri oggetti preistorici conservati nel medesimo ambiente, anche quelli che non hanno subito il viraggio, sia coinvolgendo altri enti per le analisi ambientali. Oltre al laboratorio Spisal dell'Usl del Veneto già ingaggiato dal Comune, il Ministero vuole ingaggiarne dunque altri, tra cui il Ris dei Carabinieri».
VERONA Mistero delle selci blu ora intervengono i Ris Occorre fare chiarezza
Il Reparto di Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri sarà coinvolto nella risoluzione del mistero delle selci blu. Il fenomeno, che ha riguardato una parte importante del patrimonio culturale, ha causato dubbi tra gli esperti. I laboratori di analisi di Padova e Firenze hanno esito non concordi, con entrambi attribuendo la causa al presenza di idrocarburi, ma il laboratorio di Firenze ipotizza l'intenzionalità del contagio. Il Soprintendente ai Beni Archeologici del Veneto, Vincenzo Tinè, esclude sia dolo che responsabilità e auspica un chiarimento soprattutto su eventuali responsabilità.
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