Alla sbarra il progettista e l'esecutore di una bonifica agraria. La difesa: nessuno ne era a conoscenza TRENTO Era una banale bonifica agraria, peraltro autorizzata. Peccato che a quanto pare nessuno sapeva che sotto la coltre verde, gli alberi e i cespugli c'erano delle fortificazioni della Grande guerra. Una perla per la storia del Trentino e d'Italia, ma a quanto pare loro, il progettista e l'esecutore dei lavori, lo ignoravano. Così avrebbero più volte spiegato agli inquirenti, ma questo non li ha salvati da una richiesta di rinvio a giudizio della Procura. Sono finiti a processo per violazione della legge 78 del sette marzo 2001, sul valore storico e culturale delle vestiga della prima guerra mondiale, nonché smaltimento illecito di rifiuti per aver «smaltito rifiuti speciali non pericolosi», Lorenzo Piffer, 46 anni e Danilo Piffer, 48 anni, rispettivamente progettista ed esecutore materiale della bonifica agraria in località Pianizza a Villazzano, finita al centro di un'inchiesta penale. Al progettista è stata contestata anche la falsità ideologica per non aver inserito nella relazione tecnico-illustrativa l'indicazione della presenza di una fortificazione di grande valore storico-culturale nell'area interessata alla bonifica, ma il tecnico, difeso dall'avvocato Andrea Lorenzi, non l'avrebbe fatto semplicemente perché non ne era informato, come l'esecutore, difeso dall'avvocato Paolo Mazzoni, che era all'oscuro di tutto e sarebbe stato solo incaricato di eseguire i lavori. Tanto più perché quella non è una zona nota per le vestiga della Grande guerra. È il primo caso di questo tipo che si verifica in Trentino e in verità in un primo momento nei guai con la giustizia erano finiti anche la proprietaria del terreno, Mara Mittestainer e il geologo, ma per loro il fascicolo è stato poi archiviato. Ieri mattina si è invece aperto il processo a carico dei due Piffer, l'udienza è stata però rinviata al 26 ottobre per l'audizione dei testi dell'accusa. Nel frattempo le difese hanno chiesto di togliere i sigilli al terreno, posto sotto sequestro dal 2008. Le ruspe avevano iniziato a lavorare tra luglio e agosto del 2008 e avevano reso un terreno prima caratterizzato da muri e avallamenti, parti della «Fortezza di Trento», del periodo austro-ungarico, in un terreno pianeggiante. A denunciare «lo scempio» e a far scattare le indagini era stato l'ingegnere meccanico di origine tedesca residente a Villamontagna, considerato il massimo esperto per le fortificazioni austro-ungariche del Trentino, Volker Jeschkeit. «Sotto la terra aveva spiegato è rimasta la grande casamatta in calcestruzzo della batteria degli obici "Valsorda", l'ultima che era in questa zona». L'ingegnere aveva accusato Soprintendenza e Comune per non aver fatto nulla per tutelare un patrimonio di così grande valore e di aver permesso che le ruspe facessero sparire le fortificazioni. Secondo la ricostruzione della Procura, le indagini sono state coordinate dal pm Salvatore Ferraro, la fortificazione in calcestruzzo delle dimensioni di dodici per quattro metri, come detto facente parte della fortificazione di Trento, risalente al primo conflitto mondiale, sarebbe stata danneggiata in modo irreparabile. Secondo l'accusa i due imputati avrebbero anche omesso di segnalare la presenza del bene, portato alla luce dalle ruspe, alla Soprintendenza dei beni architettonici della Provincia.
Distrutte le fortificazioni della Grande guerra: a processo
Due imputati, Lorenzo Piffer e Danilo Piffer, sono stati richiesti di rinvio a giudizio dalla Procura di Trento per violazione della legge 78 del 2001 sul valore storico e culturale delle vestigia della prima guerra mondiale. I due, progettista e esecutore di una bonifica agraria in località Pianizza a Villazzano, avrebbero smaltito rifiuti speciali non pericolosi e omesso di segnalare la presenza di una fortificazione di grande valore storico-culturale nell'area interessata alla bonifica. La fortificazione, scoperta dalle ruspe durante i lavori di bonifica, risale al primo conflitto mondiale e sarebbe stata danneggiata irreparabilmente.
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