L'assessore Sannicandro: «Adesso un piano di rigenerazione urbana» BARI Sì al progetto di riqualificazione del lungomare a Sud di Bari, a patto di aprire una collaborazione diretta tra il Comune e i privati. Gli imprenditori edili della città accolgono con entusiasmo la proposta del sindaco, Michele Emiliano, lanciata sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno: restyling completo del lungomare San Giorgio attraverso la vendita delle villette e la realizzazione di alberghi e strutture ricettive e turistiche. «E' una buona idea - spiega Nicola De Bartolomeo, ex presidente Confindustria Puglia - ma è importante verificare il contesto. La posizione è molto interessante e non è da sottovalutare. Io sono dell'opinione che il territorio si promuove anche con le idee e la fantasia. Noi siamo quindi disposti a trattare». La voce dei costruttori baresi, però, è comune come conferma Salvatore Matarrese. «Quella di San Giorgio è una zona strategica per la città di Bari-spiega Matarrese - e questo non lo dico io, ma uno studio avviato dalle università di Oxford e di Madrid. L'indagine definiva la zona a Sud come quella di maggiore sviluppo per la città, dove si dovevano localizzare interventi dedicati al tempo libero, all'edilizia residenziale. Siamo quindi disposti ad aprire un dialogo su questa questione, per instaurare una proficua collaborazione tra privato e pubblico». Iniziativa apprezzata anche da Vito Degennaro: «E' una proposta importante e positiva. E' chiaro che per realizzare un simile progetto bisognerebbe avviare un lavoro molto complesso. Il Comune dovrebbe imbastire un lavoro propedeutico, capire ad esempio la proprietà delle aree e individuare quelle dove si può realmente costruire o meno». Più scettico Vito Bellomo, presidente della sezione Edili di Confindustria. «Ritengo - commenta Bellomo - che tutti dovremmo sognare meno e conoscere un po' di più di diritto urbanistico. L'idea del sindaco èmolto affascinante sul piano della suggestione, però ci vuole ben altro per realizzarla». Bellomo suggerisce un maggiore impegno da parte dell'amministrazione: «Ovviamente bisogna avviare uno studio sulla pianificazione che non può non tenere conto dei diritti costituzionalmente garantiti della proprietà. Insomma quella del sindaco sembra una dichiarazione un po' audace». Bellomo invita, quindi, ad uno studio approfondito anche in base ai vincoli regionali previsti dal piano paesaggistico. Il Comune, però, sulla questione va avanti. Tuttavia, il primo progetto, quello di dotarsi di una società di trasformazione urbana (Stu), sarà accantonato. «Noi stiamo pensando al futuro della città di Bari - spiega l'assessore all'Urbabnistica, Elio Sannicandro - e stiamo avviando studi di fattibilità e progettazioni anche per abbreviare i tempi e dare risposte concrete alla cittadinanza. La Stu, in funzione solo a Parma, è uno strumento troppo farraginoso. Per questo vedremo di procedere con un piano di rigenerazione urbana, uno strumento integrato pubblico-privati, realizzato attraverso accordi di programma».