Campagna di scavi ad Alberese: era a pochi metri dall'Ombrone Fu abbandonato intorno al 4 secolo dopo Cristo Ora l'area sarà coperta per rischio esondazioni ma la ricerca riprenderà ALBERESE. Il porto di cabotaggio al servizio dell'antica città di Roselle è stato ritrovato a otto metri di distanza dal fiume Ombrone, nei pressi di Alberese. Il team di archeologi grossetani e non diretti dal professor Mario Cygielman e da Matteo Colombini stanno scavando dal 31 maggio e si sono fermati soltanto sabato scorso, per riuscire a riportare alla luce il porto rosellano di origine romana datato tra il secondo e il sesto secolo dopo Cristo. «Sembra dagli scavi - spiega Alessandro Sebastiani co-direttore scientifico del progetto archeologico Alberese - che il porto sia stato attivo fino al quarto secolo dopo Cristo, dopodiché sia stato usato come fornace per la cottura del vetro, forse dopo una forte alluvione che ha visto l'abbandono del sito e quindi il suo utilizzo successivo in altre forme». E durante i lavori allo scavo "Lo Spolverino", sono stati tanti gli oggetti ritrovati tra cui anfore, vasellame da cucina, un vasto repertorio numismatico e una statuetta votiva del dio Serapide. I lavori però - che comedetto per questa fase si sono fermati sabato - hanno portato alla luce altri interessanti ritrovamenti. «In quest'ultima fase - va avanti Sebastiani, presente sullo scavo per il Peen Museum di Philadelphia - ci stiamo occupando di alcuni campi fossilizzati che presentano i solchi dell'aratro con semi carbonizzati che verranno sottoposti ad analisi per capire anche il tipo di coltivazioni che un tempo venivano fatte su questo territorio». Questo scavo d'emergenza, tuttavia, dovrà essere ricoperto subito, già nei prossimi giorni, in quanto si trova in una posizione pericolosa viste le inondazioni dell'Ombrone. Ma presto gli archeologi potranno tornare a scavare in quanto secondo alcune indagini, proprio nella zona dovrebbe trovarsi un'area residenziale. Gli scavi rientrano nel progetto archeologico Alberese e si sono svolti in collaborazione con l'Azienda agricola Alberese, l'Ente parco regionale della Maremma, il Consorzio Bonifica, la Pro Loco Alborensis, e sono stati finanziati dal Monte dei Paschi di Siena. In tutto, sono dieci gli archeologi che con impegno e dedizione hanno lavorando ad Alberese, accompagnati da volontari: tra di loro ci sono studenti provenienti da Milano, Napoli, Siena e un archeologo professionista che arriva dall'Irlanda. Del team fanno parte anche Elena Chirico dell'università di Siena, Mario Carri e Angiolino Angius.
TOSCANA - Torna alla luce l'antico porto di Roselle
Un team di archeologi, guidato dal professor Mario Cygielman e Matteo Colombini, sta scavando a Alberese, in Toscana, per ritrovare il porto di cabotaggio romano di Roselle. Il porto è stato trovato a pochi metri dal fiume Ombrone e risale al secondo e al sesto secolo dopo Cristo. Gli scavi sono stati fermati per il momento a causa delle inondazioni dell'Ombrone, ma il team si riprenderà presto. Durante gli scavi sono stati ritrovati molti oggetti, tra cui anfore, vasellame da cucina e una statuetta votiva del dio Serapide. Il progetto archeologico Alberese è stato finanziato dal Monte dei Paschi di Siena e coinvolge diversi enti e volontari.
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