Per le 620 statue romane braccio di ferro tra Campidoglio e ministro della Cultura. Il Comune di Roma smentisce il ministro Urbani, che sul Corriere annuncia l'accordo già fatto per l'esposizione nel complesso di via del Corso delle 620 statue romane della Collezione Torlonia, il tesoro della nobile famiglia, ora nascosto nei sottoscala della principesca residenza della Lungara. L'amministrazione capitolina si dice «sorpresa dalle dichiarazioni del responsabile della Cultura», perché «la trattativa, promossa dal Campidoglio, tra i proprietari e la Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, è quasi conclusa per la collocazione delle statue nel palazzo di fronte al Circo Massimo». L'uscita del ministro, dunque, rischia di complicare le trattative ancora aperte con la famiglia Torlonia. E, sembra, che abbia fatto andare su tutte le furie il professor Emanuele Emanuele, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, che sta cercando ancora un accordo con i proprietari della collezione per l'acquisto definitivo del più importante museo privato di scultura antica esistente al mondo, un florilegio di capolavori in prevalenza di epoca imperiale. Il presidente della Fondazione, infatti, si sente vincolato alla trattativa che sta conducendo con il Comune, che da due anni sta lavorando per l'acquisizione della Collezione. Togliere dalle cantine i tesori dei Torlonia per esporli al pubblico è un pallino del sindaco Veltroni che, da vicepresidente del consiglio, andò vicino ad un accordo con la famiglia. Adesso, ha affidato l'operazione all'assessore ai Progetti speciali, che si dice «meravigliato delle dichiarazioni del ministro». «È stato il Comune - racconta Claudio Minelli - a coinvolgere la Fondazione Cassa di Risparmio di Roma due anni fa, e ad introdurla nella trattativa già intavolata con il principe». L'obiettivo? Risolvere un caso infinito, che nel '91 fece indignare Antonio Cederna, che chiese la confisca della Collezione. Inutili sono stati i tentativi per trovare un accordo con la nobile e ricca casata. Nel 1990 fu accantonata l'ipotesi (per motivi statici) di esporre le statue nel palazzo Torlonia di via della Conciliazione, e fallì il tentativo, otto anni più tardi, di collocare le opere nell'ex Mattatoio al Testaccio. E non andò a buon fine nemmeno la trattativa condotta in prima persona, lo scorso anno, da Silvio Berlusconi, che voleva acquistare di tasca propria la Collezione, stimata intorno ai 125 milioni di euro, per regalarla allo Stato. Da due anni, in gran segreto, è partita un'altra "negoziazione", giunta in questi giorni in dirittura d'arrivo. Grazie ad un accordo di massima tra i Torlonia, che cedono il loro "tesoro", la Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, che lo acquista (il prezzo definitivo non è stato ancora fissato). E il Comune, che concede in comodato d'uso gratuito parte dell'immobile di via dei Cerchi. Questa soluzione è arrivata, però, solo dopo due anni. «La prima parte di trattative - ricostruisce Minelli - riguardava solo il Comune e Torlonia, a cui si offriva la possibilità di esporre le statue in un proprio edificio». Il principe ha ringraziato ma, attraverso l'avvocato Guarino, fece sapere di essere interessato a vendere tutta la Collezione. «A questo punto - prosegue l'assessore al Patrimonio - la fondazione Cassa di Risparmio di Roma, da noi coinvolta nell'operazione - ha avanzato direttamente la proposta di acquisizione della collezione, procurandosi le ne-cessarie autorizzazioni delle sovrintendenze statali. Si è aperta quindi una negoziazione finalizzata ad ospitare i 620 capolavori nell'immobile di via dei Cerchi. Sulla base di un'intesa, da mettere ancora a punto nei dettagli, che prevede la concessione in comodato d'uso gratuito del palazzo». Rimangono da sciogliere ancora alcuni nodi, relativi all'inventario delle statue. Ma, nel frattempo, il Comune ha già predisposto la delibera per la cessione in comodato dell'immobile di via dei Cerchi e ha programmato lo spostamento all'Eur dell'assessorato al Commercio. Le dichiarazioni di Urbani hanno colto di sorpresa l'amministrazione capitolina, e suscitato un giallo. Il ministero, coinvolto nell'operazione per le competenze della sovrintendenza, ha portato avanti una sua trattativa senza coinvolgere il Comune e ha trovato un accordo segreto con la Fondazione Cassa di Risparmio di Roma? «Si richiedeva una grande riservatezza vista l'importanza delle trattativa -chiude Minelli - e a ciò il Campidoglio si è rigorosamente attenuto. Il Comune considera un fatto di grande importanza che la trattativa si concluda positivamente. La collocazione della Collezione a via dei Cerchi è quella ideale non solo da un punto di vista storico-culturale. Ma anche per la facilità di accesso e di parcheggio».
Collezione Torlonia - II Comune smentisce Urbani: "No a palazzo Sciarra "
Il ministro della Cultura, Urbani, ha dichiarato che un accordo è stato raggiunto per l'esposizione delle 620 statue romane della Collezione Torlonia nel complesso di via del Corso. Tuttavia, il Comune di Roma smentisce queste affermazioni, affermando che la trattativa è quasi conclusa per la collocazione delle statue nel palazzo di fronte al Circo Massimo. Il Comune ha lavorato per due anni per l'acquisizione della Collezione, e ha coinvolto la Fondazione Cassa di Risparmio di Roma nella trattativa. Il presidente della Fondazione, Emanuele Emanuele, si sente vincolato alla trattativa e sta cercando un accordo con i proprietari della collezione per l'acquisto definitivo.
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