Negli anni '50 Zappone scrisse: «Scavate qui, scaturiranno fiumi di diamanti e oro...» PALMI Ha dell'incredibile quello che sta accadendo sul pianoro di Taureana, a circa settanta metri di altezza sulla spiaggia di Pietre Nere, ormai affollata di bagnanti, da cui si domina l'intero tratto fra lo scoglio dell'Isola e il porto di Gioia Tauro. Nel giro di alcuni mesi, il lavoro instancabile di due gruppi archeologici e un gruppo di operai ha dato corpo al sogno che da cento anni anima le iniziative di generazioni di appassionati di archeologia che indicavano su questo luogo l'esistenza di una città sepolta (Tauriana), e di monumenti pubblici di grande interesse Lo storico palmese Antonio De Salvo, alla fine dell'800 disegnava una mappa nella quale figurava un piccolo disegno con l'annotazione di «anfiteatro o edificio termale». Ma i contadini, qui, sono da sempre affascinata dalla tragica leggenda di donna Canfora, una principessa rapita dai turchi, che avrebbe preferito lanciarsi in mare piuttosto che seguire i rapitori. Così le monumentali strutture che hanno resistito all'attacco dei cercatori di tesori venivano definite come il palazzo di donna Canfora. Quello che non è avvenuto in un secolo, però, si è realizzato negli ultimi anni, dopo ripetute campagne di scavo sul terrazzo e, adesso, con la realizzazione del parco archeologico di Tauriana che avviando nuove ricerche in modo esteso, ha messo in luce non un città bensì tre insediamenti, a partire dall'età del bronzo. E, fatto importantissimo, scoprendo in un avvallamento del pianoro la cavea di un grande teatro. Un teatro romano con uno sviluppo, nella parte alta, di circa 60 metri; con la cavea alta completamente rasa al suolo nel corso dei tempi per utilizzare pietre e mattoni per costruire le terrazze da coltivare. Ma ora si punta a scoprire la parte bassa e la cavea, che appare sigillata da una discarica antica ricca di sorprese dal punto di vista archeologico. Tutta l'area sottoposta a scavi è circondata già del recinto con pali in legno, mentre si sta costruendo la struttura di quello che sarà l'ingresso del parco, con i locali destinati ai servizi e all'accoglienza. Un lavoro che cresce giorno per giorno. Per seguire lo sviluppo di questa eccezionale scoperta, è giunto sul posto il sindaco Ennio Gaudio che, in stretta collaborazione con la soprintendente Simonetta Bonomi e con la responsabile per la soprintendenza Rosella Agostino, ha invitato tutte le autorità dei beni culturali regionali e provinciali. E sono infatti arrivati l'assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, il responsabile del settore Schiava, l'architetto Crupi della Provincia, che ha avviato l'intervento del parco; la progettista arch. Giuseppina Vitetta della Soprintendenza, il direttore dei Beni culturali regionale Giovanni Prosperetti. Il sindaco Gaudio, assieme all'assessore alla Cultura Nunzio Lacquaniti, non si è limitato a far da guida, ma ha evidenziato la grande speranza della città di poter vedere tutta questa ricchezza archeologica trasformarsi in concrete opportunità di sviluppo e sbocchi occupazionali per i giovani. E dalle autorità vengono già i primi segnali di attenzione. Tauriana ed il suo parco entreranno nel progetto dei percorsi del turismo culturale al quale si sta lavorando, ma nuove risorse debbono essere reperite per poter proseguire gli scavi e far emergere dal sottouolo i tesori nascosti da millenni. Il primo risvolto concreto lo hanno avuto le squadre degli operai che lavorano sotto la guida delle archeologhe Marilena Sica, Anna Rotella, e di altre giovani ricercatrici tutte coordinate da Rossella Agostino, ma anche i giovani dell'associazione San Fantino che da anni si occupano della manutenzione di quanto era visibile e di far conoscere con le visite guidate le testimonianze antiche. Ma qui si gioca una partita importante poiché una località "fuori mano" si aprono davvero prospettive di crescita se si instaurerà un rapporto positivo on i proprietari della zona. Un luogo tra mare e collina, su un percorso naturale che ogni estate tanta gente percorre nella processione della Madonna dell'Alto Mare ma che si potrebbe ripetere, questa volta solo con comitive di turisti, anche per il resto dell'anno. Negli anni '50 lo scrittore Domenico Zappone in un servizio apparso sulla terza pagina di un quotidiano nazionale in occasione della costruzione del porto della Tonnara per il quale furono utilizzate le rocce del promontorio aveva profetizzato che «quando la montagna sarebbe stata tagliata a fette, sarebbero scaturiti fiumi di diamanti e di oro», come i contadini del posto favoleggiavano da secoli. Il vero tesoro è il parco dei Tauriani. Ma per i contadini di Taureana, la leggenda della bella donna Canfora continuerà a dominare quei luoghi...
CALABRIA - Parco archeologico e teatro di Tauriana dal passato un'occasione per il futuro
Negli anni '50, lo scrittore Domenico Zappone ha scritto che sulla spiaggia di Pietre Nere, a Taureana, sarebbero scaturiti fiumi di diamanti e oro se fosse stata scavata la montagna. In realtà, è stato scoperto un insediamento archeologico, noto come Tauriana, che risale all'età del bronzo. Il sito è stato scoperto grazie a due gruppi archeologici e un gruppo di operai che hanno lavorato insieme per scoprire la città sepolta.
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