I residenti protestano mentre il Comune di Ragusa non può far altro che subire le decisioni della Regione L'altezza della trivella è pari a cinque o sei piani di un edificio. Si lavora incessantemente, notte e giorno, con i tecnici della Pergemine, in una delle più belle vallate del territorio, non molto lontana dal castello di Donnafugata, dove i segni identificativi sono finora stati i carrubi, i muretti a secco e all'orizzonte il mare. La trivella è sistemata su un'area del terreno non molto lontana da un'azienda zootecnica che produce formaggio Ragusano dop. Tra le balle di fieno, i trattori degli agricoltori e i carrubi, c'è anche la trivella. Accanto una mini cittadella con luci accese anche la notte, antenne satellitari, uffici e alloggi per gli operai. Insomma quello che fino a qualche tempo fa era praticamente un luogo di meditazione, adesso è un sito dove si sussegue una frenetica attività, mattina, pomeriggio, sera e notte. Al notturno canto delle cicale si sono aggiunti gli altoparlanti utilizzati per inviare messaggi agli operai in servizio. Sul piede di guerra i villeggianti. "E' questa l'immagine della nostra terra? Parliamo con assoluta indifferenza di Ragusano dop e di trivelle? Pensiamo davvero ad un turismo ecosostenibile per di più in un'area contenuta nella perimetrazione del parco degli iblei - sbotta Pasquale Pagano, uno dei proprietari delle case di villeggiatura non molto distanti dalla trivella - In poche settimane questo che era un angolo di paradiso, è divenuto un inferno, con un massacrante impatto ambientale. Hanno spianato, esteripato non so quanti carrubi secolari, gettato cemento e adesso montato la trivella. La valle sembra tremare mentre di tanto in tanto uno speaker parla agli altoparlanti. Dicono che questa trivella serve a cercare idrocarburi. Se li trova cosa faranno? Metteremo tra i carrubi una pompa d'estrazione per fotografarla magari accanto ad un bel caciocavallo blu e farci una cartolina per i turisti? Come si fa a concedere questo tipo di autorizzazioni?". Le concessioni di ricerca arrivano dalla Regione. Il Comune, spiegano all'ufficio urbanistica, non può fare altro che prenderne atto e dare l'autorizzazione di conformità urbanistica. Il sindaco Nello Dipasquale sulla vicenda dichiara: "E' una vicenda che sotto l'aspetto tecnico hanno seguito i miei uffici. La Regione interviene con delle autorizzazioni su cui non ha poi competenza il Comune. In ogni caso credo che la città di Ragusa non sia contraria alle ricerche di idrocarburi, non lo è mai stata fin dagli anni '60. Personalmente non sono contrario anche perché ho visto in altri casi simili che, dopo l'intervento delle trivelle, nel caso del gas, i luoghi sono stati ripristinati ed è rimasto fuori solo un piccolo gabbiotto per consentire le operazioni di trasferimento nella rete principale". Intanto la Procura sarà chiamata ad accertare eventuali abusi e responsabilità. Un esposto è stato già presentato dal movimento Terre d'Oriente che si dice contrario alla trivellazione. "C'è una devastazione che sta avvenendo in questa meravigliosa parte della Sicilia che è l'altopiano ibleo - commenta l'architetto Salvatore Mancini a capo del movimento - La perimetrazione del parco degli iblei ha previsto la salvaguardia di una delle zone più belle e più ricche per quanto riguarda la flora e la fauna, ma la Giunta di Destra ha fatto una gran corsa, con anche la "superficialità" di qualche responsabile della Soprintendenza di Ragusa, per approvare una serie di interventi come i nuovi pozzi di petrolio a Cammarana, le cementificazioni e il fotovoltaico a Mendolilli prima che dell'entrata in vigore il piano paesaggistico. Ultimo ad essere approvato il progetto per un fotovoltaico di dimensioni enormi, 19 mega, in piena zona già perimetrata per il parco. In questa parte dell'altipiano ci sono anche problemi geologici e l'impatto ambientale in queste zone per lo più agricole è stato devastante". Michele Barbagallo 04072010
SICILIA - L'angolo di paradiso con trivelle
Il Comune di Ragusa è stato costretto a subire le decisioni della Regione L'altezza della trivella è pari a cinque o sei piani di un edificio. La trivella è stata installata in una valle del territorio, vicino al castello di Donnafugata, e ha causato un impatto ambientale devastante. I residenti protestano contro la trivellazione e chiedono la chiusura della trivella. Il sindaco Nello Dipasquale afferma che il Comune non ha competenza per bloccare le ricerche di idrocarburi, ma che la città di Ragusa non è contraria alle ricerche. La Procura sarà chiamata ad accertare eventuali abusi e responsabilità.
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