verso pacor renato tortarolo DOMANI il consiglio d'amministrazione del Carlo Felice procederà alla nomina del sovrintendente. Diversamente da quanto ci si aspettava dopo le prime voci in suo favore e un repentino ripensamento, dovrebbe essere nominato Giovanni Pacor, sovrintendente ad Atene. Due cose: Pacor ha fama di rapporti molto netti con le controparti sindacali e arriva a Genova per applicare un piano industriale che promette guerra. Di più, Pacor, se verrà effettivamente scelto, avrà vicino un manager che avrà il compito ingrato di mettere ordine non solo nei conti deficitari del teatro ma soprattutto nella mentalità di buona parte dei suoi lavoratori. Vista così, la nomina di Pacor sta mettendo in fibrillazione quelle parti sindacali più arroccate sulla difesa di privilegi, che puntualmente nega, e all'angolo quei dirigenti, alcuni nominati inspiegabilmente dal commissario straordinario Ferrazza, che dovranno rendere conto di ciò che sanno o non sanno fare. C'è da scommettere che fra pochi giorni qualche dirigente si dimetterà. E che i sindacati, non tutti ovvio, soffieranno sul fuoco per trovare qualche pecca nell'operato di Pacor. Già ne gira una: il bilancio dell'Opera di Atene sarebbe in rosso per colpa sua. Non è vero. C'è di mezzo un taglio ai fondi statali ben peggiore dei nostri. Ma siamo in guerra. E nella giungla dei veleni e dei sospetti, ci si deve attendere di tutto. Anche qualche clamorosa sorpresa.