il sindaco vincenzi ha presentato un esposto alla magistratura È giallo per le differenti versioni del documento: nel mirino il trasporto e la custodia del materiale di scena marco menduni Genova. Nelle acque sempre agitatissime in cui naviga il Carlo Felice spunta il giallo di un documento taroccato. Stessa intestazione, stessa data, stesse sigle. Ma due formulazioni diverse. Cambia una frase e gli effetti, sui conti del teatro, sono rilevanti. Una copia è quella custodita negli uffici del Carlo Felice. L'altra è stata consegnata da tre sindacati al nuovo consiglio di amministrazione con un intento ben preciso: evidenziare gravi incongruenze amministrative e gestionali. Quelle che, secondo i rappresentati dei lavoratori, hanno prodotto negli anni un buco devastante. Lo stesso contratto, due versioni diverse. E una delle due, sicuramente, non può essere veritiera. Risultato? Il sindaco Marta Vincenzi, che è anche presidente del Cda della Fondazione, prende nota e poi presenta un esposto alla procura della Repubblica. Tre pagine, con molti allegati, affidate alla competenza dell'avvocato Enrico Scopesi. Tre pagine indirizzate dalla Vincenzi al procuratore capo Francesco Lalla per illustrare quel che è accaduto. Ma anche per dare un segnale preciso: d'ora in poi si fa davvero sul serio. A costo di denunciare alla magistratura qualsiasi anomalia possa emergere, anche quando di tratti soltanto di carte e di documenti. Che cosa è accaduto? La Vincenzi ricorda, in poche battute, che il nuovo consiglio ha fatto il suo debutto il 7 giugno, dopo che il 31 maggio è finito il commissariamento. Il 15 giugno il Cda incontra le organizzazioni sindacali. Fials-Cisal, Snater e Uilcom-Uil presentano una loro nota. nel mirino il contratto stipulato tra la Fondazione e una ditta, la Icat, che si deve occupare del servizio di deposito, di custodia e degli spostamenti del materiale di scena in occasione dei concerti fuori sede organizzati dal teatro. I sindacati attaccano. Spiegano che la Icat, azienda di Savignone, ha ottenuto dei compensi non dovuti per quelle operazioni. Tutto, secondo i sindacati, era già stato pagato in maniera forfettaria alla stipula del contratto. Per le organizzazioni dei lavoratori è una delle spie del malcostume, degli sprechi, se non di un'esplicita distrazione di fondi verso chi non ne aveva diritto. E chiedono esplicitamente «che venga esattamente quantificato l'esborso indebito». Anche perché, insistono, «la cifra pagata dalla Fondazione risultava circa doppia rispetto a quella richiesta da altre ditte a fronte di servizi analoghi». I consiglieri vogliono vederci chiaro. Chiedono una verifica dei costi al direttore degli allestimenti scenici, Stefano Pace. Che risponde con una relazione, illustra il dettaglio dei costi e riferisce tutto al contratto firmato con la Icat. Contratto del 18 gennaio 2008 di cui esiste copia, ovviamente, negli uffici del Carlo Felice. E qui il colpo di scena. Scrive Marta Vincenzi: «La semplice lettura del contratto consegnato dall'architetto Pace evidenzia come questo differisca dalla copia già a mani del Consiglio, in quanto allegata alla nota delle organizzazioni sindacali». C'è, si scrive nell'esposto, «un'apparente difformità delle sottoscrizioni dell'allora sovrintendente Gennaro Di Benedetto». Ma la differenza sta soprattutto in una frase. Che dà il via libera alla ditta Icat di «calcolare il costo e fatturarlo di volta in volta a consuntivo» per il trasporto, il facchinaggio e il trasferimento degli allestimenti. In questa formulazione, quel che è stato pagato all'azienda di Savignone appare legittimo. Ma non è questo il punto dolente. E nemmeno quello da risolvere più rapidamente. Quel che fa saltare la mosca al naso ai consiglieri è quella doppia formulazione del documento: la versione originale e quella consegnata dai sindacati a riprova, per loro, di sprechi, sperperi e favoritismi. Così l'esposto si conclude con poche parole: «Le circostanze evidenziate dalle organizzazioni sindacali e il fatto che alla nota delle organizzazioni sindacali sia allegata una copia del contratto che differisce in termini evidenti e rilevanti dal documento agli atti della direzione amministrativa devono essere portate all'attenzione dell'autorità giudiziaria». Tocca ora ai pm risolvere il giallo. Chi ha palesemente modificato quel documento? Chi ha alterato le firme? Chi ha fatto "sparire" una frase che ne cambia il significato e gli effetti? E perché nelle mani delle organizzazioni sindacali, che l'hanno presentata al Cda, c'era una copia di quella carta diversa da quella regolarmente depositata?
LIGURIA - Carlo Felice: stesso appalto, due contratti
Il sindaco di Genova Marta Vincenzi ha presentato un esposto alla procura della Repubblica per denunciare gravi incongruenze amministrative e gestionali nel teatro Carlo Felice. L'esposto riguarda il trasporto e la custodia del materiale di scena, in particolare il contratto stipulato con la ditta Icat per il servizio di deposito, di custodia e degli spostamenti del materiale di scena. I sindacati hanno denunciato sprechi e favoritismi, chiedendo di verificare i costi al direttore degli allestimenti scenici. L'esposto ha evidenziato una doppia formulazione del documento, con una versione originale e una copia consegnata dai sindacati, che differisce in termini evidenti e rilevanti.
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