Saragosa: «Progetto originale stravolto e in contrasto col Piano strutturale» Variati i perimetri e estromessa dalla pianificazione l'area ex Ilva. Inoltre la strada all'interno non valorizza l'idea originale P.V.-G.F. FOLLONICA. Il progetto del Parco Centrale, così com'è stato profondamente rivisto, non è finanziabile, in quanto non c'è rispondenza fra il "piano particolareggiato" e il Piano strutturale di Follonica. E una variante al Piano strutturale stesso, che richiede un accordo di programma con Regione e Provincia, avrebbe tempi troppo lunghi per il finanziamento stesso. A sostenere che Follonica rischia di perdere il finanziamento regionale per il Piuss (Piano integrato di sviluppo urbano sostenibile) del Parco centrale, il 60 del costo dell'intervento (15 milioni di euro su 25), stavolta non sono "illazioni e voci" come ha sostenuto di recente il sindaco Baldi, ma l'ex sindaco Claudio Saragosa, cioè colui che il progetto originario l'ha voluto e l'ha fatto crescere e l'ha anche portato in Regione per avere i soldi. Saragosa, affiancato dall'architetto follonichese Carla Gaglianone, ha scelto lo strumento più naturale in questi casi, cioè le osservazioni all'"adozione del piano particolareggiato del parco centrale". Le osservazioni. Sono 15 pagine di osservazioni depositate in Comune, presso il garante della comunicazione, che Saragosa ha deciso di rendere pubbliche: un carteggio lungo e minuzioso dove l'ex sindaco spiega il perché del suo disaccordo verso i cambiamenti inseriti dall'architetto portoghese Congalo Byrne al progetto preliminare da lui ideato e affidato invece all'architetto Cervellati. «Credo che non ci sia persona che più di me voglia la realizzazione del Parco Centrale di Follonica - spiega Saragosa -. Abbiamo lottato per anni per definire il progetto e abbiamo lavorato bene dato che siamo riusciti ad ottenere un ambitissimo finanziamento. Ma non sono convinto che la scelta di realizzare un'infrastruttura viaria dentro l'area del parco valorizzi l'idea originaria che ha ottenuto tanto successo». E l'ex sindaco, che si è visto in qualche modo "scippare" da Eleonora Baldi, la possibilità di veder realizzato il suo progetto, spiega con tanto di riferimenti storici e tecnici, la sua contrarietà. Otto punti. Otto i macropunti contestati, insieme a Carla Gaglianone. «il sistema delle infrastrutture individuate nella variante proposta è in contrasto con la filosofia generale del Piano Strutturale di Follonica». Saragosa spiega che «appare poco comprensibile la scelta di redigere una variante che, oltre a variare i perimetri del parco, soprattutto nella parte riguardante le aree limitrofe a via Massetana, estromette dalla pianificazione attuativa l'area ex Ilva». Un progetto stravolto che rischia di andare contro il regolamento del finanziamento ottenuto dalla Regione. «Si opta per un confuso sistema di mobilità che oltre a danneggiare, incomprensibilmente, aree residenziali ora abbastanza protette, invita ancora una volta il traffico a dirigersi, contro ogni logica, verso le aree centrali. Se l'asse che da via della Pace si dirige verso via Massetana viene individuato per servire le future scuole, allora sì che si compie un errore urbanistico grave. Le nuove scuole dovrebbero essere il più possibile libere da viabilità veloce di attraversamento». La strada. Saragosa spiega che la nuova strada carrabile che dovrebbe costeggiare il parco da via Sanzio sino a via della Pace, è «difforme ai piani sovrordinati; è contraria alla volontà dei cittadini» ma soprattutto «è fuori dal perimetro del Parco Centrale individuato dal Piuss che ha ottenuto i finanziamenti». Gli altri punti. «La modifica del tracciato della via Massetana e l'inversione delle attuali destinazioni d'uso», va contro il Piano Strutturale e in più comporta l'abbattimento di alberi insostituibili; quarto punto, l'abbattimento totale del muro dell'ex ippodromo: non si cancella la storia di una città, spiega Saragosa, «abbattere completamente il muro e non lasciarne traccia, significa non volerne conservare neanche la memoria». E ancora la cancellazione dei parcheggi interrati: va contro i principi generali che hanno ottenuto il finanziamento, così come contestata è l'eliminazione del sovrappasso pedonale fra il parco della Rimembranza con l'area dell'ex ippodromo. Infine «l'attraversamento di una arteria di grande scorrimento di una invariante strutturale (Gora delle Ferriere) è inammissibile in quanto contrasta palesemente con i dettati del Piano Strutturale» e ottavo punto «Il Piano particolareggiato, che pur si denomina Parco Centrale, non individua mai le aree che il Piuss Parco Centrale, ha individuato». Dubbi sui finanziamenti. Concludono Saragosa e Gaglianone: «Naturalmente la preoccupazione rispetto al finanziamento del nuovo progetto è che sia finanziabile, (quello vecchio lo era)», riproponendo un dubbio che qualcuno a suo tempo aveva già fatto presente. Per centrare l'obiettivo fissato nella tempistica di realizzazione del Piuss bastava passare dalla progettazione preliminare a quella definitiva.