L' inizio della fine. Gli addetti del Comune, ieri, hanno cominciato a smantellare il cantiere che inscatola da oltre un anno il Cubo di Aldo Rossi intitolato a Pertini e nei prossimi giorni attaccheranno la statua di Garibaldi in largo Cairoli, rivestita di pubblicità dal settembre 2008: «Le operazioni di restauro - dice l' assessore all' Arredo urbano, Maurizio Cadeo - si sono rivelate parzialmente deludenti. Ora valuteremo la qualità degli interventi. Nel caso, li concluderemo e chiederemo i danni alla società che aveva l' appalto». È una storia accidentata, quella dei restyling in concessione. Il progetto ministeriale «Monumenti Italia» era stato approvato dal Comune tre anni fa per il recupero e la pulizia di dieci sculture. Costo per le casse pubbliche: zero. La società accreditata coi Beni culturali, Impredcost srl, avrebbe dovuto eseguire i ritocchi grazie ai ricavi delle affissioni. Dei dieci cantieri previsti, però, cinque non sono mai partiti. E negli ultimi mesi hanno lavorato solo gli avvocati: Palazzo Marino ha annullato la convenzione triennale con l' impresa e la guerra dei ricorsi s' è chiusa (per ora) il 9 giugno, quando il Tar ha respinto le richieste di Impredcost e restituito al Comune il Garibaldi e il Cubo. «Il monumento a Pertini continua a non piacermi - conclude Cadeo -. Via Croce Rossa sarebbe perfetta per un boschetto di alberi». Pagina 6