Interventi necessari su Domus Aurea, Palatino, Caracalla. Il direttore dei Beni culturali: «Una delle prime emergenze in città» Domus Aurea scavata a metà. Buona parte del Palatino invisibile, così come sono ancora sottratti agli sguardi centinaia di metri quadri di mosaici alle Terme di Caracalla. Per il patrimonio archeologico più vasto del mondo è allarme fondi. E toccherà di nuovo al sovrintendente Adriano La Regina il compito di reperirli: è stato infatti confermato alla guida della sovrintendenza romana per altri tre anni, con un decreto firmato dal Ministro ai Beni culturali Giuliano Urbani. I conti: circa 100 milioni sono necessari per il Palatino, per rendere stabile e sicura la zona dove non è possibile avventurarsi, soprattutto dalla parte di via di San Teodoro, e per canalizzare l'acqua piovana. Altri 50 milioni di euro per scavare la parte nascosta della Domus aurea, mentre almeno una trentina servono per le Terme di Caracalla. Tutti calcoli «che risalgono a qualche tempo fa precisa La Regina . Ma ogni euro investito sul patrimonio artistico rende sette volte tanto». È d'accordo «sull'emergenza archeologia» il nuovo direttore regionale dei Beni monumentali, Luciano Marchetti. E il Campidoglio restaura le Mura Aureliane. -------------------------- Servono almeno 180 milioni di euro per proteggere e conservare i tesori della Capitale. Iniziato invece il restauro delle Mura Aureliane. Dal Palatino alle Terme, la storia nascosta. Il sovrintendente La Regina confermato per tre anni, ma il patrimonio archeologico resta senza fondi. La Domus Aurea è scavata a metà. Buona parte del Palatino è invisibile, così come sono tutt'pggi sottratti agli sguardi di turisti e visitatori centinaia di metri quadri di mosaici alle Terme di Carcalla. Per il patrimonio archeologico più vasto del mondo è allarme «fondi». Con una buona notizia: il sovrintendente archeologico Adriano La Regina resterà il «custode» di Roma per altri tre anni. Il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani, infatti, ha firmato il decreto che lo conferma fino 2007. Toccherà così ancora una volta a lui cercare le risorse economìche per restauri impellenti e necessari, che permetterebbero di evitare crolli e infiltrazioni sul colle di tufo dal quale inizia la storia di Roma, o di conoscere quali sono le pitture e le decorazioni della Domus di Nerone finora non riportate alla luce. Ecco i conti. «Secondo i nostri calcoli, che risalgono ad anni fa - spiega Adriano La Regina - per il Palatino, la prima delle emergenze, occorrono almeno 200 miliardi di lire, un po' più di 100 milioni di euro. Permetterebbero di risolvere problemi impellenti, perché molte di queste strutture sono in condizioni di stabilità abbastanza precaria, e ci sono problemi idrogeologici per lo scorrimento delle acque all'interno del colle quando piove. Quindi sono urgenti le opere di consolidamento e di canalizzazione». Scavi e restauri a parte, l'allarme riguarda soprattutto il versante di via di San Teodoro, dove da tempo si sta lavorando con interventi di ordinaria manutenzione nei punti di maggiore criticità. Altri 100 miliardi, più di 50 milioni di euro, «secondo una stima di qualche tempo fa», precisa Adriano La Regina, sono necessari per la Domus Aurea: «Servono - aggiunge - sia per completare i restauri delle pitture nelle parti aperte al pubblico (ne sono state restaurate circa il 10), che per consolidare quanto scavato e renderlo visitabile. C'è però una parte ancora nascosta, della quale conosciamo grosso modo l'estensione e la forma perché simmetrico a quella conosciuta e sappiamo che vi sono altri ambienti decorati. Ma per gli scavi occorrono fondi». Circa 50 miliardi di lire, oltre 25 milioni di euro, per le Terme di Carcalla: «Sono strutture imponenti - aggiunge il sovrintendente - in gran parte da consolidare, per rendere sicure le visite e ammirare le migliala di metri qadri di pavimenti in mosaico che sono al loro interno». E Adriano La Regina prosegue: «Non possiamo dimenticare l'Appia antica, un complesso straordinario che finora è stato poco valorizzato, dove servono interventi corposi sulla villa dei Quintili. E un altro importante complesso è sulla Tuscolana, la villa dei «Settebassi», che abbiamo acquistato anni fa, ma poi non abbiamo mai avuti i soldi per scavare e aprirla al pubblico». «Parliamo di interventi straordinari per i quali servono leggi straordinarie - afferma il nuovo direttore generale dei Beni culturali Luciano Marchetti - Il Ministro Giuliano Urbani è d'accordo con noi ed ha promesso che insisterà con i suoi colleghi di Governo per trovare nuovi fondi. L'archeologia a Roma è una delle prime emergenze». «Giuliano Urbani è d'accordo anche su un altro punto - aggiunge La Regina - ogni euro investito sul patrimonio artistico rende sette volte tanto. Non c'è nessun bene che dia un ritorno di questo tipo». Almeno 180 milioni di euro. Che fare? La speranza dei sovrintendenti è nella legge del 3 sulle grandi opere pubbliche, che destina una parte dei fondi ad interventi sul patrimonio artistico. A Roma questi fondi riguardano i finanziamneti sulla linea «C» della metropolitana: «Un cospicuo contributo potrebbe andare per il Palatino», conclude La Regina. Una nuova fase per un importante restauro è stato invece avviato ad agosto dal Campidoglio: 4 milioni di euro per 400 metri delle Mura Aureliane (un monumento lungo 18 chilometri) . Sono tra la via Cristoforo Colombo e l'Appia antica, oltre il «Bastione ardeatino» e la porta «Asinaria». «Nei primi mesi del 2005 - ha detto l'assessore ai Lavori pubblici Giancarlo D'Alessandro - inizieranno i restauri di altri tratti, queli le mura Gianicolensi, quelle a via Campania e il tratto tra porta Maggiore e viale Castrense». «È un impegno enorme -spiega l'assessore alla Cultura, Gianni Borgna -con fondi che arrivano parte dalla legge di Roma Capitale, ora definanziata dal Governo, e parte dal nostro Bilancio. Tutto il progetto scientifico è curato dai due sovrintendenti, Adriano La Regina e quello capitolino Eugenio la Rocca. Una volta terminati questi imperanti lavori abbiamo in programma di aprire le Mura al pubblico: quando saranno agibili percorrerle è un'emozione unica».