Caputo chiede più controlli alle forze dell'ordine Monreale. Alle discariche che costellano le campagne dell'entroterra monrealese ormai tutti si sono abituati. Ma un enorme cumulo di spazzatura, con tanto di eternit e carcasse di animali, all'altezza del bivio che porta a Poggio San Francesco, crea ancora, ma forse non per molto, scandalo. Se, infatti, la cartellonistica indica percorsi naturalistici e ARCHEOLOGICI verso il Monte Jato, sul ciglio opposto della strada una discarica racconta un'altra verità sull'entroterra. Una contraddizione che non sfugge e sconcerta i gruppi legati al turismo congressuale e religioso che numerosi in questo periodo dell'anno si ritrovano nel centro di Poggio San Francesco. Un'altra branca del turismo di casa nostra colpita dal dilagare incessante della spazzatura che nessuno riesce ad arginare. È risaputo che un solo passaggio televisivo sui network nazionali o internazionali vanifica anni di fiere del turismo e di investimenti sull'immagine. Il presidente dell'Ato Palermo2, Salvino Caputo, declina ogni responsabilità tirando in causa lo scarso controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine: «Se per strada non si trovano rifiuti ma solo ingombranti vuol dire che la raccolta funziona e quel che non va è il controllo. Stiamo bonificando la discarica presso il Castellaccio, ma non possiamo fare nulla per evitare che si riformi nell'arco di qualche giorno. Abbiamo rimandato indietro un tizio che si era presentato con 50 frigoriferi nell'area allestita alla circonvallazione per il recupero degli ingombranti. È chiaro che costui non era un privato. Così come nel territorio di Monreale non vi sono officine per i trattori o camion e noi troviamo ruote di camion e trattori. C'è un sistema criminale di smaltimento dei rifiuti che ha preso di mira il nostro territorio e deve essere smantellato grazie alla vigilanza delle forze dell'ordine. Purtroppo i miei appelli sono rimasti fino ad oggi inascoltati». M. M.