Nominata «Soprintendente reggente» fino al 31 ottobre 2004. Poi la Fondazione si occuperà della sua gestione e valorizzazione ma lo Stato continuerà a mantenere la funzione di tutela sui beni LA STAFFETTA Marina Sapelli Ragni è da alcuni mesi Soprintendente ai Beni archeologici del Piemonte. Originaria di Milano, 52 anni, ha compiuto gli studi superiori a Torino, al liceo classico Massimo d'Azeglio. Si è quindi laureata a Milano, per specializzarsi poi alla scuola nazionale d'archeologia dì Roma e a quella italiana di Atene. Entrata al Ministero dei Beni culturali nel 1978, ha prestato servizio alla Soprintendenza di Milano. Dal 1980 è stata funzionario archeologico a Roma, dove si è per lo più occupata del «Museo nazionale Romano» nelle Terme di Diocleziano. Ha inoltre curato l'apertura della nuova sede di «Palazzo Massimo alle Terme». Anna Maria Donadoni se ne è andata «facendo tanti auguri» a chi ha lavorato con lei. Alla Fondazione che le succederà non ha negato i suoi dubbi, espressi sul «Giornale dell'Arte» di settembre: «Le ragioni di questo progetto sono per me incomprensibili (non porterà ricchezza, e forse neanche turisti...): desiderio di devoluzione da parte degli Enti locali e di disimpegno (finanziario) del Ministero. Non so che cosa succederà domani, con 28 persone che faranno quello che fino a oggi ho fatto da sola. E con il comitato scientifico, unico nell'intero organigramma, a non ricevere emolumenti, e questo la dice lunga...». L'archeologa Marina Sapelli Ragni, attuale Soprintendente ai Beni Archeologici del Piemonte, il 19 agosto è stata nominata «Soprintendente reggente del Museo Egizio di Torino fino al 31 ottobre 2004». Si è già insediata, pur continuando a provvedere anche alla Soprintendenza archeologica. Il nuovo «Direttore regionale» ai Beni culturali Mario Turetta, appena subentrato a Lino Malara, chiamato da luglio a dirigere i Beni culturali del Veneto, ha firmato il decreto che la incarica di guidare il Museo fino al giorno in cui verrà affidato alla Fondazione che dovrà occuparsi della sua gestione e valorizzazione. Gli ultimi atti necessari ad avviare il passaggio dei poteri alla Fondazione dovrebbero essere sottoscritti, salvo contrattempi, il 28 settembre. Sapelli Ragni succede all'archeologa Anna Maria Donadoni, andata in pensione il 16 agosto. Sarà l'ultima «Soprintendente alle Antichità Egizie». Quando la Fondazione del Museo Egizio diverrà operativa la Soprintendenza, unica nel suo genere in Italia, cesserà d'esistere. Lo Stato conserverà però la funzione di tutela sui beni del Museo, che dovrebbe essere esercitata dalla direzione regionale di Turetta. La questione è delicata e non sono stati ancora diffusi i tempi e i metodi con i quali avverrà l'avvicendamento di poteri al Museo. Prevede una transizione di competenze che non ha precedenti nell'apparato statale e che certo «farà scuola». Sapelli Ragni se ne rende conto e, pur essendo in genere sempre disponibile al contatto, si tricera nel più rigido riserbo. Chiusa ieri in una riunione che ha affrontato i «problemi di sicurezza del Museo», ha autorizzato Beppe Moiso, presidente dell'«Associazione Amici del Museo Egizio», a riferire a suo nome poche soppesate parole: «Prima di pronunciarmi voglio rendermi pienamente conto della situazione del Museo». «Tanta cautela - spiega Moiso - è comprensibile. Il Museo dovrà confrontarsi con una macchina nuova: la Fondazione, di cui finora ci è stato spiegato davvero poco. Bisognerà capire che cosa farà la Fondazione e che cosa non potrà fare. Nel frattempo, in vista dell'avvicendamento, so che si sta curando l'inventario dei beni». «Con l'arrivo di Marina Sapelli - spiegano all'Egizio - il Museo torna ad essere retto provvisoriamente dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici, come avvenne fino al 1939. E' un'occasione che potrebbe consentire di riordinare l'archivio che l'Egizio condivideva con quella Soprintedenza. Sono circa mille documenti. Si potrebbero anche riorganizzare alcune collezioni, rimaste divise dopo il 1939. Il Museo d'Antichità possiede statue di Iside provenienti dall'Egizio, che custodisce invece reperti ciprioti destinabili al Museo d'Antichità». Anche il personale s'interroga sul suo futuro. Sono 60 dipendenti: 3 dirigenti, più quadri e tecnici e 40 custodi. Hanno saputo ufficialmente dell'arrivo di Marina Sapelli solo il 23 agosto, sette giorni dopo la partenza di Donadoni. «L'annuncio - dicono all'Egizio - è stato dato ai dipendenti da un comunicato firmato da Elvira D'Amicone, la coordinatrice del settore "tutela" del Museo», «che nel frattempo - sottolinea qualche malizioso collega -si era già fatta intervistare dalla Rai quasi fosse lei la vera nuova reggente». «D'Amicone - spiega Moiso - si è trovata a gestire una "vacatio", un vuoto di potere, dal 16 al 19 agosto. L'ha fatto in qualità di funzionario più alto in grado, su incarico della Soprintendente Donadoni. Non poteva andarsene in pensione senza sapere ancora chi le sarebbe succeduto nella guida dell'Egizio». Ma a qualcuno del Museo «quest'ultimo atto decisionale della Donadoni è parso sconveniente» e cita scherzando i Sumeri: «Dicevano che venuto meno un monarca la sua autorità torna al Cielo, che per noi è il Ministro, il quale ha deciso altrimenti. La Donadoni avrebbe potuto passare alla storia del Museo come la sua riformatrice. Ma non ha colto il mutare dei tempi ed è stata troppo indulgente con persone che non lo meritavano. Mentre si è dovuta fare carico di problemi che non avrebbero dovuto riguardarla». Tipo? «Quelli strutturali del Museo. Superano le competenze di un egittologo? Perché richiederne allora la soluzione ad un egittologo?». Quindi ben venga la Fondazione? «Vedremo. Speriamo che garantisca serenità al lavoro, che prosegua il catalogo scientifico, che non faccia solo mostre a fini economici. Certo è che lo stile del Museo deve cambiare. Il sorvegliante, ad esempio, non può essere un sofferto ibrido fra la guardia e la guida mal informata. Deve cedere il passo a una "security" agguerrita, affiancata da hostess e comunicatori efficaci e preparati». «Della necessità di rinnovare il Museo - interviene Moiso - era consapevole anche la Donadoni. Non dimentichiamo che diverse sale sono state rinnovate da lei, senza mai chiudere l'Egizio nemmeno per un giorno. Mentre altri musei per ristrutturarsi hanno dovuto accettare di restare chiusi per anni. Ci auguriamo che all'Egizio di Torino questo venga evitato».
L'archeologa Sapelli alla guida dell'Egizio
Marina Sapelli Ragni è stata nominata Soprintendente reggente del Museo Egizio di Torino fino al 31 ottobre 2004. La Fondazione del Museo Egizio sarà responsabile della sua gestione e valorizzazione, mentre lo Stato continuerà a garantire la tutela dei beni. La Soprintendente attuale, Anna Maria Donadoni, è andata in pensione il 16 agosto. Sapelli Ragni si è già insediata e continuerà a provvedere anche alla Soprintendenza ai Beni Archeologici del Piemonte. Il nuovo Direttore regionale ai Beni culturali, Mario Turetta, ha firmato il decreto che la nomina di Sapelli Ragni. La transizione di poteri al Museo sarà effettuata il 28 settembre.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo