Il progetto consegnato alla Protezione civile Un tempio alla rovescia con il colonnato nella cella stessa. E' la prima impressione che desta nel visitatore la bellissima sala ipostila di Castello Maniace, aperta alla pubblica fruizione tutti i giorni dalle 9 alle 13. Un tripudio di serpi che si attorcigliano, di testine, animali, grappoli d'uva, fiori e scene agresti, adornano i semicapitelli e i capitelli centrali e la suggestione che quest'area della fortezza federiciana suscita, forse la più forte dell'intero sito, finalmente è in attesa di essere consolidata. L'ingresso è da tempo sbarrato da una serie di tubi innocenti che ne celano la bellezza e la volontà della Soprintendenza è di mettere in sicurezza al più presto questa parte del Castello che per la sua particolarità è già stata palcoscenico di numerosi eventi culturali e politici come il G8. I lavori di progettazione per l'intervento di recupero e consolidamento del sito, sono stati consegnati alla locale Protezione civile e l'ente di tutela è adesso in attesa della firma del relativo decreto e successiva gara da espletare all'Urega, organo competente in materia in quanto l'importo del progetto è di circa tre milioni di euro. I progettisti sono la soprintendente Mariella Muti e Ranieri Meloni, ingegnere del locale dipartimento di Protezione civile, mentre il Rup, responsabile unico del procedimento è Paolo Tiralongo. «Abbiamo eseguito - spiega la soprintendente Muti - una serie di indagini molto approfondite insieme con il dipartimento di ingegneria strutturale del Politecnico di Milano, sono stati realizzati dei modelli matematici per verificare la tenuta del monumento in caso di sisma e questi studi ci hanno infine consentito di individuare il minimo intervento per procedere al consolidamento». Della leggendaria sala ipostila originaria rimane ormai solo una parte e, al centro dell'intervento, saranno soprattutto i pregiati contrafforti settecenteschi che l'inevitabile trascorrere del tempo ha indebolito e cui spetta il compito di assicurare la stabilità della struttura. Gli antiestetici tubi dovranno lasciare il posto a snelli contrafforti stabili in acciaio mascherati da muratura. Saranno messi in opera particolari accorgimenti, e anche demolizioni, laddove necessario. Il faro verrà rifatto con materiale leggero sulla torre sud ovest proprio come si evidenzia in alcune stampe del 1600. Il bellissimo portale e la grande finestra ritroveranno la bellezza originale così da rendere ancora più intensa l'emozione di varcare la soglia di questo incredibile monumento. Graziella Ambrogio 03072010