Aumentano i flussi nelle città d'arte mentre mare e montagna perdono visitatori Turismo, la cultura batte la crisi Federculture stima nel 5 il progresso delle presenze - Nei piccoli centri dell'entro terra crescita a tassi più elevati MILANO Cultura e arte sfidano la corrente negativa che quest'anno ha travolto il turismo italiano, e nel corso dell'estate vanno in controtendenza sfoggiando quasi ovun-que un aumento di presenze rispetto all'anno scorso. Il primo bilancio della stagione ancora in corso è quello stilato da Federculture, che parla di una crescita del 5 di visitatori nelle città d'arte italiane, mentre nei centri dell'Italia minore compresi nel sistema «bandiera arancione» del Tou-ring club l'incremento di turisti raggiunge l'8 per cento. A ingrossare le code ai musei, secondo molti osservatori, sono in primo luogo i turisti italiani, ma l'incremento nell'offerta di voli a basso costo attira anche molti stranieri nelle mete principali del nostro Paese. «Rispetto al 2003 sottolinea Paolo Galli di Appian Line, operatore specializzato nella ricettività dei turisti stranieri abbiamo registrato nel 2004 un incremento del 10, e i mercati più promettenti sono quelli europei, che possono sfruttare i voli low cost, mentre il mercato americano rimane ancora debole e lontano dai livelli precedenti all'll settembre». I dati complessivi cancellano la lieve flessione registrata da musei e monumenti del nostro Paese nei primi quattro mesi dell'anno, quando si registrarono 9,2 milioni di visitatori, l'l,9 in meno rispetto al primo quadrimestre del 2003, e che confermano una tendenza di lungo periodo registrata dal turismo italiano. «All'inizio degli anni 90 riflette Roberto Grossi, segretario generale di Federculture (che oggi associa 115 fra enti locali e istituzioni impegnate nel settore) l'ambito culturale rappresentava circa il 12 del turismo nel nostro Paese, mentre oggi la sua incidenza è più che raddoppiata ed è destinata a crescere ancora». Le ragioni vanno ricercate nell'evoluzione dei consumi turistici, che hanno puntato un'attenzione sempre maggiore su arte e cultura, ma Grossi rileva anche «un maggiore dinamismo nell'offerta delle città d'arte, che hanno attivato investimenti e progetti e si sono rinnovate più dell'offerta balneare». Un rinnovamento che interessa l'offerta ma anche le strutture di gestione di eventi e patrimonio. «Negli ultimi anni sottolinea il segretario di Federculture sono nate nuovi strumenti di impresa come a Palazzo Ducale di Genova, al Palazzo delle Esposizioni di Roma o a Fieso-le Musei, che sono in grado di affiancare con efficacia gli enti locali, alle prese con tagli continui nei loro bilanci. Anche grazie a queste novità sono nati strumenti come le card, che possono essere acquistate dai turisti stranieri anche prima di partire e permettono l'accesso a una serie di servizi». «L'incremento vissuto da questo tipo di turismo concorda 'Patrizia Asproni, presidente di Federculture è consistente, ma le sue potenzialità sono ancora poco sfruttate e i margini di crescita sono importanti». Città grandi e piccole hanno fatto a gara nell' organizzare eventi e proposte per attrarre nuovi visitatori, ma «ora è importante che queste iniziative cessino di svilupparsi in maniera isolata, e si integrino in un quadro di marketing territoriale con un orizzonte più ampio». Un limite analogo riguarda le forme di collaborazione fra istituzioni pubbliche e settore privato, che secondo Asproni «potrebbero essere valorizzate meglio partendo da leggi più chiare, come mostrano il tema della defiscalizzazione degli investimenti in cultura. Si tratta di norme farraginose e poco conosciute dalle aziende, con il risultato che uno strumento importante è largamente sottoutilizzato».