Il patrimonio culturale italiano potrebbe valere un indotto economico di 140 miliardi di euro (pari all' 8,1 del prodotto interno lordo nazionale). Un tesoro potenziale che rappresenterebbe un incremento del 253 rispetto a oggi, quando il valore dell'indotto si attesta a quota 39,7 miliardi. Il dato emerge nella presentazione annuale della ricerca «Sponsor Value - Cultura e Spettacolo» presentata sul portale www.stageup.com. La condizione per raggiungere questo ricco traguardo è che l'Italia investa in cultura la media di quanto già fanno Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna. Se le istituzioni nazionali adeguassero le disponibilità a quelle europee, il Paese avrebbe, a parità del moltiplicatore di investimento attualmente ottenuto (21,3), un ritorno sul Pil superiore a ogni altro partner comunitario raggiungendo, appunto, un indotto pari a 140 miliardi di euro. E si tratta di un segmento capace di garantire continuità di reddito. Infatti, sempre secondo Stageup, nonostante la crisi economico-finanziaria in Italia nel 2009 si è registrato un generale aumento dei fruitori delle attività culturali e di spettacolo rispetto al 2008. Questo, spiega la ricerca, anche a causa di un effetto «catartico» dell'emozione e dell'intrattenimento sulle difficoltà della vita di tutti i giorni. In particolare si è assistito ad un maggior interesse per le "Notti Bianche» (16,9 milioni di italiani interessati, 15,1 sul 2008), per le visite ai musei (21,4 milioni, 8,8) e per le visite alle mostre d'arte (19,4 mln, 7,9), Fra gli eventi che hanno ottenuto il maggior tasso di crescita di interesse fra il 2008 e il 2009 si segnalano il Festival dell'Economia di Trento (7,3 milioni di interessati, 16,1), il Festival del Cinema per ragazzi di Giffoni (21,7 mln, 13,4), EuroChocolate di Perugia (28 mln, 12,8), il Ferrara Buskers Festival (7,1 mln, 11,3) e Roma Fiction Fest (13,7 mln, 10,8).