Governare Lucca: «Complesso venduto a un prezzo assai inferiore a quello reale» Secondo la lista si prefigura un possibile danno erariale «Alienazione a 392,6 euro a metro quadro» Il complesso di San Francesco è stato venuto a un prezzo inferiore a quello reale. Perciò Governare Lucca annuncia un esposto alla Procura della Corte dei conti per danno erariale. L'intenzione dell'ex lista civica di Mauro Favilla, oggi all'opposizione, è di segnalare alla magistratura contabile «tutti i responsabili dell'operazione» e, quindi, tutti i consiglieri comunali che hanno votato l'alienazione dell'ex convento da 11mila metri quadrati per 4,7 milioni. La lista - precisa il presidente, Piero Angelini - «era e rimane d'accordo sulla vendita del complesso alla Fondazione Crl, anche se sulla chiesa, pensavamo si potessero trovare soluzioni giuridiche di trasferimento diverse dall'alienazione. Contrari alla trasformazione di chiese in supermercati, centri di commercio e in altre forme improprie di "valorizzazione", ritenevamo che il Comune fosse l'istituzione più idonea a conservare, della chiesa anche memoria e tradizione». La riserva di GL - insiste Angelini - riguarda «il prezzo pagato dalla Fondazione, del tutto inadeguato, come mette in risalto il parere di congruità fornito dal Comune, davvero contraddittorio e mal congegnato. Pagare, con 4,7 milioni gli 11.972 metri quadrati di convento e chiesa (di cui 5.059 di edificato, 1.052 di porticati, 2.180 di chiostri e orto, 3.091 di giardino), vuol dire vendere il bene a 392,6 euro al metro quadro. Una svendita in tutti i sensi: neppure il rudere più malmesso della città può essere acquistato a un tale prezzo». Proprio sul prezzo, Angelini si sarebbe aspettato «qualche ripensamento; invece da Rc, e da altri, provengono, giudizi esaltati o silenzi ambigui. Perciò stiamo pensando seriamente se non sia nostro dovere segnalare tutti i responsabili dell'operazione alla Procura della Corte dei Conti, per danno erariale». Così Angelini chiarisce che la posizione di GL non è giustificabile con la logica «del tanto peggio, tanto peggio, attribuitaci da Rc», ma con il tentativo «di evitare una svendita del patrimonio pubblico. Vedremo, poi, se nel contratto di vendita il sindaco farà inserire tutti gli emendamenti migliorativi, approvati dal consiglio comunale e se davvero i soldi della vendita verranno utilizzati in buona parte per l' edilizia scolastica. A noi, comunque, rimane la convinzione che la vendita del S. Francesco, così come è stata effettuata, sia servita solo, a Favilla, per stabilizzare un'amministrazione traballante, e per acquistare un credito nei confronti della Fondazione, da utilizzare un domani, dopo la fine del mandato».