Un racconto biblico, mitologico o allegorico? La Tempesta di Giorgione non mette d'accordo gli studiosi. Ma per la componente dominante, il paesaggio, è stata formulata un'ipotesi condivisa, che l'assessore alla cultura Andrea Colasio ha cercato di dimostrare: «I fossati della cittadella con il castello potrebbero ricordare quelli di Padova ai tempi dell'artista. Gli edifici trovano corrispondenza nel ponte San Tomaso: Savonarola ricorda che, dopo la conquista da parte di Venezia, Padova era caduta in tale degrado politico ed economico che i ponti erano di legno, come nel dipinto. E poi nella cupola del Carmine con la torre di Ezzelino, nella Porta di Ponte Molino». Colasio ha ricordato che tracce della città sono presenti anche in altre opere di Giorgione, come in "Mosè alla prova del fuoco" e la Pala di Castelfranco, il che conferma il legame personale e professionale del maestro con la nostra città, legame sul quale s'incentra la mostra che si terrà dal 16 ottobre al 16 gennaio prossimi ai Musei civici agli Eremitani, dal titolo "Giorgione a Padova. L'enigma del carro", ovvero lo stemma dei Carraresi visibile sulla porta dipinta dall'artista. A svelare le "segrete allusioni" de "La Tempesta" provvederà la tecnologia multimediale alla quale è dedicata una sala. Qui il visitatore sarà accompagnato, con una lettura analitica e tridimensionale, alla scoperta di alcuni particolari presenti nell'opera che autenticano la verosimiglianza del paesaggio con la Padova del Quattrocento. Partendo dall'interpretazione in chiave padovana di alcuni dipinti di Giorgione - "La Tempesta" e "Mosè alla prova del fuoco" (ma anche "Leda e il cigno" e "Idillio campestre") - la rassegna ricostruisce i rapporti tra il pittore e l'ambiente culturale, artistico e letterario della città tra XV e XVI secolo. Di qui la presenza di opere dell'amico Giulio Campagnola, insieme con quelle di Tiziano, Boccaccino, de' Barbari, Luni, Previtali, Luzzo e molti altri. Promosso da assessorato alla cultura Comune di Padova, Musei Civici, Direzione regionale per i Beni culturali e Paesaggistici del Veneto, con il contributo della Fondazione Cariparo e la collaborazione di Ne-t-by Telerete Nordest, il percorso, molto suggestivo, è curato da Ugo Soragni, Davide Banzato e Franca Pellegrini.