Una Fondazione per gestire e valorizzare l'intero patrimonio archeologico dell'area vesuviana, non soltanto Pompei ed Ercolano, ma anche i siti di Castellammare, Torre Annunziata e Sant'Antonio Abate. Un unico contenitore in cui far confluire le competenze della Soprintendenza, della Regione, e dei vari Comuni e i ricavi della vendita dei biglietti. Il governo ha già dato il compito a Marcello Fiori - commissario delegato in proroga fino al 31 luglio - di elaborare una proposta di fattibilità per la sua costituzione. Finita l'emergenza - i dati di giugno parlano di un nuovo boom a Pompei (14,40 in più di visitatori, grazie alle «novità» della casa di Giulio Polibio, i percorsi in bici e le Lune notturne) ma anche ad Ercolano (10,62) ad Oplontis ( 9,8) a Stabia(1000 presenze in più) e addirittura un più 80,57 a Boscoreale grazie alla mostra sui calchi - si comincia a disegnare il futuro. «L'obiettivo della Fondazione, che potrebbe nascere già alla fine di quest'anno - spiega Fiori - è quello di rendere ordinario quanto ottenuto grazie ai poteri straordinari del commissariamento. Nessuna privatizzazione perché si tratterà di una fondazione di diritto pubblico, in cui saranno però possibili anche gli investimenti dei privati». Perplessità sono state espresse dal Pd. ga. s