il precedente di via Belvedere Noli. Nuovo sequestro deciso dalla Procura per abusi edilizi e in materia ambientale sulla fascia costiera lungo l'Aurelia, all'altezza di Capo Noli. Riscontrate violazioni dei vincoli idrogeologici, della fascia di rispetto costiera, della tutela ambientale di una zona protetta dalla Soprintendenza come la via Aurelia. Oltre ai problemi di sicurezza per i lavoratori del cantiere, alle prese con cunicoli e gallerie in fase di realizzazione su cui sono emersi dubbi dal punto di vista della tenuta. Verifiche anche sulla sicurezza degli automobilisti in transito. Sono irregolarità registrate in occasione dei lavori di scavo per box sotterranei, a pochi passi d al mare, da parte di privati («Progetto Noli Spa») su terreni dati in concessione dall'amministrazione comunale, nel tratto tra Noli e Finale, al di sotto della sede stradale. Nastri, sigilli e fermo dei lavori sono stati decisi dai magistrati che conducono l'inchiesta (il procuratore capo Francantonio Granero e il sostituto Danilo Ceccarelli) dopo il parere sulla pericolosità espresso dal consulente della Procura, l'ingegnere Marco Sobrero, che ha fatto presente una serie di anomalie sui manufatti per l'attraversamento del rio Stradella. Due gli indagati per il momento. Sono stati gli uomini della polizia giudiziaria della Capitaneria e dell'Asl ieri pomeriggio a notificare gli atti e a transennare il cantiere. Comprese le strutture non conformi ai progetti iniziali per lo spostamento del rio e consentire così gli scavi per i box sotterranei. Manufatti risultati «tagliati», sottodimensionati rispetto all'utilizzo per cui sarebbero stati piazzati. In Procura dopo il sequestro è stato deciso di far approfondire dai consulenti tecnici anche le possibili ripercussioni sul traffico automobilistico della vicina Aurelia. In particolare sulla tenuta della superficie stradale per via delle contestazioni ai manufatti sottostanti. L'area sottoposta a sequestro è stata di recente oggetto di prove sui carichi sopportabili effettuati da parte dei responsabili del cantiere, l'ingegner Francesco Boca e il geologo Guido Carieri. Sono loro ad aver portato avanti in Comune il progetto di scavi per i park sotterranei che in parte saranno destinati ad uso pubblico e in parte dati in gestione agli stessi privati, a pochi metri dal mare. Su cui però adesso la magistratura vuol fare chiarezza, dopo i dubbi manifestati nella relazione consegnata dal consulente. Negli uffici della Procura sono stati aperti diversi filoni di indagine che riguardano la tutela del territorio di Noli. Nelle operazioni effettuate ieri non sarebbero state ravvisate irregolarità in capo all'attività di vigilanza del Comune. Il cantiere con le strutture «alterate, manomesse rispetto al progetto iniziale, con errori di calcolo» secondo la Procura -che si trova all'altezza di via IV Novembre- in passato fu oggetto di un fallimento, dell' «Edil Mater». Società titolare della concessione per i box a cui è subentrata la «Progetto Noli spa». In passato furono addirittura rimosse alcune imponenti gru abbandonate che incombevano sull'Aurelia. NEL MIRINO della Procura di Savona c'è un'altra «ferita» sul territorio di Noli. A franare sotto le perforazioni «approfondite»è stata la collina di via Belvedere. Scavata per costruire 174 box sotterranei, su tre piani, nel sito dell'ex stazione ferroviaria. Il cedimento nell'autunno scorso aveva portato anche allo sgombero dei palazzi interessati dalle crepe. Una decina gli indagati, tra cui amministratori del Comune, tecnici, periti, e costruttori dal sostituto procurate Chiara Maria Paolucci. Tra cui il sindaco di Noli, Ambrogio Repetto, il suo vice Piero Penner con delega ai lavori pubblici e patrimonio, l'architetto Raffaello Riba, responsabile dell'area urbanistica. Per loro l'ipotesi d'indagine è il rifiuto, quindi omissione, di atti d'ufficio (art.328 del codice penale) oltre che di concorso in disastro colposo. Davanti al perdurare del problema di precaria staticità in via Belvedere non fu infatti fermato il cantiere per costruire i 174 box sotterranei. È il senso delle contestazioni del pm. Indagati anche gli amministratori della ditta Scavo-ter, il consulente Maurizio Passalacqua, i costruttori Giuseppe Rivarossa (ZR di Vicoforte) e Giovanni Zoppi di Priero, Mimmo Filippi e Giovanni Delfino.
LIGURIA - Va avanti l'inchiesta sulla collina franata per realizzare 174 garage
Riassunto in 200 parole:
La Procura di Savona ha deciso di sequestrare il cantiere di via Belvedere a Noli, in seguito alle violazioni dei vincoli idrogeologici e ambientali sulla fascia costiera lungo l'Aurelia. Il cantiere, gestito da Progetto Noli Spa, ha subito irregolarità, come la violazione dei vincoli idrogeologici e la tutela ambientale di una zona protetta. La Procura ha anche verificato la sicurezza degli automobilisti in transito e ha trovato errori di calcolo e manomesse rispetto al progetto iniziale. Il cantiere è stato chiuso e le strutture non conformi ai progetti iniziali sono state tagliate e sottodimensionate.
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