Fabbri e Per Lucca attaccano chi non ha votato la vendita La richiesta di rinvio della delibera non era stata motivata: si andava verso una dilazione che sarebbe stata inutile Un pezzo di Pdl contro un altro. Per Lucca contro i "dissidenti" del centrosinistra. Anche dopo il voto in consiglio comunale continua a creare grattacapi alla maggioranza - oltre a qualche mal di pancia nell'opposizione - la vendita del complesso San Francesco alla Fondazione Crl, per 4,7 milioni di euro. Apre il fuoco Franco Fabbri, capogruppo di FI verso il Pdl che contesta la scelta di 3 consiglieri del centrodestra (Maurizio Dinelli, Giuliana Baudone, Roberto Lotti) di non aver votato la vendita: «La richiesta di rinvio della delibera relativa alla vendita del complesso di S. Francesco era motivata genericamente. Per ottenere un rinvio e una riflessione più approfondita occorreva, invece, fornire elementi chiari e dettagliati, altrimenti lo spostamento della discussione avrebbe costituito solo un' aggiunta di tempi morti nel momento in cui il deterioramento del monumento dava evidenti preoccupazioni di staticità e di pericolo». In questo contesto - insiste Fabbri - ha «poco senso parlare di spostamenti della maggioranza al centrosinistra, l'unico "spostamento" che ci stava a cuore era quello per cogliere importanti obiettivi di riqualificazione della città e quindi di interesse generale. Perciò, quando i progetti dell'amministrazione sono validi possono essere votati da chiunque al di là dei ruoli di maggioranza e opposizione». A dar manforte a Fabbri ci pensa Roberto Dolce di Per Lucca, lista civica che ha appena aderito al gruppo consiliare del Pdl: «La cessione da parte del Comune del complesso conventuale di S. Francesco rappresenta un'operazione ineccepibile, visto che l'edificio è in pessime condizioni e abbisogna di numerosi interventi di restauro, che comportano un'ingente spesa, che certamente il Comune non è in grado di accollarsi. Non si capisce quindi quei consiglieri del Pdl che hanno abbandonato l'aula per non partecipare alla votazione, dopo che la loro richiesta di un rinvio è stata respinta. Ai consiglieri di maggioranza che lamentano il fatto che la pratica sia passata anche con il voto di alcuni partiti di opposizione, voglio ricordare che durante una delle prime sedute dell'attuale consiglio comunale, fu proprio il consigliere Dinelli a chiedere un confronto serio e costruttivo con l'opposizione per varare provvedimenti condivisi nell'interesse della città». Anche Antonio Sichi, capogruppo di Rc difende la scelta di aver appoggiato la vendita. E replica a Governare Lucca: «È normale tra forze differenti non pensarla sempre alla stessa maniera, l'importante è condividere l'obiettivo finale. Apprezzo la decisione della Fondazione di acquisire il S. Francesco, nonostante le clausole dettate dal consiglio comunale. Fin dall'inizio sono stato molto critico sulla possibilità di alienare l'immobile tramite asta e ho approvato la scelta del sindaco di aprire una trattativa diretta con un ente autorevole coma la Fondazione. Non mi convincevano le condizioni di futura vendita, né la poca chiarezza sull' utilizzato dei soldi incassati dalla vendita. La mia battaglia si è incentrata su questi dubbi: l'aver mantenuto l'uso pubblico della chiesa, oggi chiusa e in condizioni fatiscenti, è stato un successo di cui tutta la sinistra dovrebbe andare fiera. Come la conseguente riqualificazione di un quartiere popolare».
LUCCA. S. Francesco, guerra nel Pdl.
Il consiglio comunale di Lucca ha approvato la vendita del complesso San Francesco alla Fondazione Crl per 4,7 milioni di euro. La decisione è stata contestata da alcuni consiglieri del centrodestra, che hanno richiesto un rinvio della delibera. La richiesta di rinvio non era stata motivata, e i consiglieri del centrodestra hanno accusato la maggioranza di aver creato un'operazione ineccepibile. La Fondazione Crl ha accettato le condizioni di vendita proposte dal Comune, e la decisione è stata appoggiata anche da alcuni consiglieri di opposizione. La vendita del complesso San Francesco rappresenta un'opportunità per la riqualificazione della città e per la conservazione del monumento.
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