Il sindaco Franci ha intenzione di esporre i tre progetti Si sono chiusi mercoledì scorso, 30 giugno, i termini per la presentazione dei progetti per il concorso d'idee a cui l'amministrazione comunale di Castel del Piano si è affidata per il restauro del Piazzone, il grande parco cittadino intorno al quale si è concentrata ultimamente una forte polemica fra maggioranza e opposizione. Le due compagini politiche, infatti, hanno idee diverse sulla futura sistemazione della piazza alberata che in sintesi estrema si possono così riassumere: la maggioranza, infatti, ha impegnato 320.000 euro per la risistemazione del parco e dell'area che da esso si sviluppa fino a Piazza Vegni, in fondo a Corso Nasini e con questo budget è stato bandito, appunto, il concorso di idee. Ma la minoranza espressione della lista civica "Per un comune di tutti" non è d'accordo e protesta. Sostiene che la cifra è esagerata e invita l'amministrazione comunale a risparmiare, utilizzando, invece di professionisti esterni, i tecnici comunali. E questa sarebbe già una prima forma di riparmio. Ma non basta, perché la civica fornisce, poi, un progettino vero e proprio: mantenimento e recupero artigianale delle storiche panchine di peperino, risistemazione e sostituzione degli alberi, rifacimento del prato erboso, fiori e pulizia. «Ma quel progetto di cui tanto si parla - commenta con una venatura decisamente polemica il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci -, la minoranza non me l'ha mai fornito; io ne ho soltanto sentito parlare o a voce, o ho letto la notizia sui giornali». Frattanto è lo stesso sindaco a ricordare che il 30 sono scaduti i termini del bando e che i progetti pervenuti all'amministrazione comunale di Castel del Piano per il concorso di idee sono tre. «A questo punto - continua il sindaco Franci -, la maggioranza ha deciso di istituire un commissione ad hoc per scegliere il progetto che poi diventerà quello operativo per la sistemazione del Piazzone». Ma c'è di più, perché per tastare anche il polso della popolazione di Castel del Piano, si sta valutando di esporre i tre piani progettuali in sala consiliare. Di chiamare, insomma, gli stessi residenti a Castel del Piano ad esprimere una sorta di voto sui progetti, i quali saranno esposti, pare, senza fornire il nome dei progettisti, in modo che nessuno ne conosca la firma. Come accade nei concorsi al fine di evitare inciuci. Si vuole, insomma, una scelta la più democratica possibile, come è accaduto per indicare gli alberi da piantare nell'appena restaurata Piazza Bellavista nel centro storico di Castel del Piano; e per evitare gli strascichi polemici che seguirono a lungo il ripristino di Piazza Garibaldi. «Comunque - conclude Claudio Franci -, vorremmo che si parlasse per lo meno dopo aver visto i progetti. I quali, appunto - ribadisce -, abbiamo in animo di esporre pubblicamente».