Il tetto è in eternit e dovrà subito essere sostituito. Ma «non cambierà l'architettura originale» LUCCA. Via il vecchio tetto perché è ancora in eternit. Per il resto, gli interventi per riqualificare il mercato del Carmine saranno solo «di restauro conservativo. Nessun intervento dal punto di vista architettonico. La struttura sarà solo ripulita delle parti aggiunte nel corso del tempo». Parla Ugo Giurlani, presidente di Polis spa, società partecipata dal Comune, il più probabile esecutore di quello che sarà il progetto per riportare il Carmine ad un ruolo di primo piano nel commercio cittadino, dotato anche di spazi per la ristorazione e la ricettività alberghiera. Polis è candidata anche ad essere il gestore del "nuovo Carmine". Ma Giurlani mette le mani avanti: «L'intesa si fa soltanto se il consiglio comunale è d'accordo. Finché non vedo la delibera del consiglio, la nostra collaborazione non sarà confermata. Prima di avere certezze, Polis non metterà in campo né risorse né capitali. Si tratta di un'operazione importante ma con ritorni molto modesti, non commisurati ai rischi che corre chi esegue i lavori. Non si tratta di un'operazione speculativa ma fatta nell'ottica di recuperare una parte della città che diventerà volano del centro storico». Sulla candidatura di Polis quale esecutore dei lavori sul complesso del Carmine sono comunque già partiti i confronti. In primo luogo Polis e amministrazione hanno valutato insieme la sostenibilità dell'intervento per la società. «Poi ne è stato parlato in giunta - dice Giurlani -, con i capigruppo e con la minoranza. Quello che succederà d'ora in poi dipenderà dal consiglio comunale, se questo delibererà per Polis e se lo farà in tempi congrui». Nuovi contenuti. Due priorità, spiega Giurlani, sono contemplate dal progetto di riqualificazione del mercato del Carmine: la valorizzazione dei prodotti tipici locali e l'arrivo di attività non alimentari. «Il Carmine potrebbe accogliere - spiega il presidente di Polis - attività che in città non hanno finora trovato collocazione, marchi di livello non ancora presenti sulla piazza lucchese. Avvieremo con loro contatti». Il modello su cui sarà riqualificato il Carmine, in base anche al masterplan presentato al consiglio comunale, sarà quello di Eat Italy di Torino, altra struttura «che coniuga le caratteristiche del vecchio mercato con quelle degli spazi per la media distribuzione. Nell'ambito della valorizzazione dei prodotti tipici locali, sono previsti al Carmine percorsi didattici per gli alunni delle scuole, per insegnare loro a fare il pane; inoltre corsi su cosa si mangia nelle singole stagioni, corsi per insegnare agli anziani a mangiare bene spendendo poco». Ci sarà spazio per tutto questo. Anche perché il Carmine, spiega Giurlani, «è uno dei pochi edifici in città che permette di ospitare molte attività senza che l'edificio stesso sia snaturato». Il mercato e l'albergo. Secondo il masterplan, «l'attuale mercato ortofrutticolo diventerà un mercato alimentare coperto - spiega ancora Giurlani, mentre attività di vendita non alimentari andranno al piano terra della chiesa». La cui parte superiore invece avrà una destinazione completamente diversa: «Per la qualità di questi spazi - continua il presidente di Polis - è stato pensato che la loro migliore utilizzazione fosse quella di albergo o residence di livello. Realizzeremo tutti questi interventi, ribadisco, solo se l'amministrazione sarà d'accordo col piano di sviluppo». L'ultimo atto. Si concretizzerà nel passaggio della proposta di affidamento del progetto a Polis in consiglio comunale. Probabilmente anche entro la fine di luglio.
LUCCA Carmine, sì con riserva di Polis: Vogliamo l'ok del consiglio comunale
Il mercato del Carmine a Lucca dovrà essere riqualificato con un intervento di restauro conservativo. Il tetto, che è in eternit, dovrà essere sostituito. Il progetto prevede la valorizzazione dei prodotti tipici locali e l'arrivo di attività non alimentari. Il mercato alimentare coperto sarà situato al livello del mercato ortofrutticolo, mentre le attività di vendita non alimentari andranno al piano terra della chiesa. La destinazione della parte superiore della chiesa sarà completamente diversa. Il progetto prevede anche la creazione di percorsi didattici per gli alunni delle scuole e corsi per gli anziani.
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