"I bilanci della Fondazione Donnaregina sono pubblici e particolareggiati" «IN tre anni il Madre ha goduto di 41 milioni di euro» ha affermato in unintervista a "Repubblica" lassessore regionale allIstruzione e alla Promozione culturale Caterina Miraglia. «Magari!» replica il direttore del museo Madre, Eduardo Cicelyn. A due giorni dallallarme del museo di via Settembrini, che per scarsezza di fondi rischia di non poter pagare neppure le bollette della luce, continua il botta e risposta tra la Regione, accusata di «nichilismo istituzionale» e il museo, che stando alle parole della Miraglia «ha assorbito moltissimi finanziamenti senza alcun ritorno in termini economici e culturali». Un braccio di ferro destinato a proseguire, e se lassessore neppure riconosce in Cicelyn linterlocutore giusto («con me dovrebbe parlare il presidente della Fondazione Donnaregina che è Oberdan Forlenza»), se la Miraglia chiede al Madre «la rendicontazione delle spese», Cicelyn ribatte punto per punto. «Finora - spiega - ho parlato in qualità di direttore generale della Fondazione Donnaregina, organo previsto dallo statuto approvato in Regione, al quale è delegato tra laltro il compito non secondario di reperire risorse finanziarie e redigere i bilanci dellente». Manca la rendicontazione delle spese? «I bilanci della Fondazione - replica Cicelyn - sono pubblici e particolareggiati». E raccontano cifre ben diverse da quelle elencate dalla Miraglia. «Abbiamo messo nero su bianco come il museo di via Settembrini ha speso in 3 anni (tra gestione ordinaria, straordinaria e attività espositive) circa 27 milioni di euro e abbiamo poi anche provato a spiegare in che modo, con quali correzioni di rotta, si potrebbe arrivare al 2014 dunque gestire altri 4 anni con poco più di 20 milioni». Si tratta di cifre iperboliche? si chiede Cicelyn. E propone un paragone, «per ancorare questo discorso alla realtà del nostro Paese»: «Ledificazione del Maxxi, inaugurato di recente a Roma, è costata allo Stato 160 milioni». Certo un costo lha avuto, nel 2005, anche lacquisto e la ristrutturazione dellimmobile di via Settembrini che ospita il museo Madre: 45 milioni di euro. Soldi che se sommati a quelli per le prime mostre, ai primi fondi europei erogati nel 2007, ai successivi Por, e volendo ottimisticamente immaginare che fino al 2014 gli stanziamenti saranno gli stessi del 2009 e del 2010, daranno una cifra pari a circa 95 milioni di euro. «Dunque il Madre avrà speso in 10 anni 95 milioni, di cui 70 non provenienti direttamente dalla Regione. E ci si accusa di non saper amministrare? A me sembra, piuttosto, che stavolta siamo dinanzi ad un buon esempio di gestione della spesa pubblica». Il direttore del Madre si vede costretto a fare il conto della serva. «Ma lo faccio volentieri se questo servirà a convincere la Miraglia che lesperienza del Madre non può essere liquidata con le parole che lei ha usato». Parole dure, che passano dalle vicende contabili alle scelte culturali del museo: «Se il Madre è costretto ad organizzare le feste serali, per fare pubblico, significa che non riesce a veicolare cultura». E a chi le ricorda che anche il Louvre organizza appuntamenti serali, Miraglia replica: «Il Louvre non lo fa per aumentare il numero degli ingressi. E comunque io non intendo sperperare quel poco che abbiamo». Intanto Vincenzo Pepe, presidente della Fondazione Gianbattista Vico e leader della protesta dei piccoli musei contro laccentramento dei fondi regionali al Madre afferma: «Per salvare il Madre, Cicelyn si dimetta. Non è con larroganza e con la cattiva amministrazione che quel museo può continuare a vivere».
NAPOLI - Museo Madre, la guerra dei conti. Cicelyn: "Lassessore Miraglia sbaglia, non ci sono sprechi"
Il direttore del museo Madre, Eduardo Cicelyn, ha risposto a un'interrogazione dell'assessore regionale Caterina Miraglia, che ha accusato il museo di non amministrare bene i fondi. Cicelyn ha affermato che i bilanci della Fondazione Donnaregina, che gestisce il museo, sono pubblici e particolareggiati e che le cifre elencate da Miraglia sono iperboliche. Ha proposto un paragone con il Maxxi, che ha costato allo Stato 160 milioni di euro, e ha sottolineato che il Madre ha speso solo circa 27 milioni di euro in 3 anni.
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