L'intervento deciso in vista della firma della Costituzione europea, il 29 ottobre in Campidoglio. La doppia fune, per caso, le ha bendato gli occhi di marmo bianco. E così Diana o Minerva o Dea Roma, come preferite, non ha avuto paura mentre scendeva planando dai 60 metri di altezza della sommità della torre campanaria di Palazzo Senatorio fino a toccare il pavimento della piazza del Campidoglio meravigliosamente decorato da Michelangelo. Poggiata delicatamente a terra dal lungo braccio della gru, la testa della dea, che dal 15 aprile 1882 sovrasta Roma e i romani, si è quietamente adattata ad aspettare che dall'alto arrivasse anche il resto del corpo impacchettato dalle fasciature e imbracato dalle funi. Ma, a fine serata, l'epilogo inatteso: testa e corpo non si sono potuti riunire a causa del forte vento, le oscillazioni al braccio della gru hanno reso la manovra impossibile. Di conseguenza è stato tutto rimandato a questa mattina. Se non ci saranno ulteriori problemi da oggi testa e corpo abiteranno per una quarantina di giorni all'interno del Tabularium. Sistemazione provvisoria che darà modo ad esperti restauratori di annullare i segni del tempo, le incrostature di microrganismi e le sfaldature dovute alle infiltrazioni d'acqua. D'altronde sarà proprio il suo restauro l'ultima operazione di lifting di questa piazza che il sindaco Veltroni, l'assessore alle politiche culturali Gianni Borgna e tutto lo staff del Campidoglio hanno voluto per accogliere come si deve i rappresentanti dei 25 paesi della Comunità Europea che il 29 ottobre saranno a Roma per firmare la Costituzione dell'Unione. «Oggi cominciamo i lavori di abbellimento dell'area capitolina in vista della cerimonia, data per la quale vogliamo far trovare il colle nel suo aspetto migliore - ha detto il sindaco che ha assistito all'operazione - ma entro la fine del 2005 cominceranno i trasferimenti degli uffici comunali nella nuova sede del Comune ad Ostiense e, con il ritorno di Palazzo Senatorio alla sua funzione di museo, potremo finalmente concludere i lavori che esalteranno la vocazione di polo museale di questa piazza». La Dea Roma, copia romana da una statua greca della fine del V secolo dopo Cristo e originariamente raffigurante un'Artemide laicizzata in Minerva Roma grazie a lancia, alto cimiero e un globo a rappresentare il mondo tenuto in una mano, aveva effettivamente bisogno di un profondo restauro. «Si effettuerà un intervento di ripulitura esterna che elimini le profonde spaccature - ha spiegato Anna Maria Sommella direttrice dei Musei Capitolini - si ricollocherà al suo posto un braccio caduto molti anni fa, si provvederà al riconsolidamento e quindi si farà un calco. Solo a quel punto decideremo se è il caso di esporre l'originale o il calco». I costi delle operazioni di restauro, circa 50 mila euro, saranno coperti da Minguzzi, uno sponsor privato. «I problemi della statua, alta 2 metri e 90 centimetri e pesante 15 quintali - ha aggiunto Magda Cimo responsabile degli interventi - non sono dovuti solo all'inquinamento e all'esposizione agli agenti atmosferici. Molte complicazioni sono venute dai perni in ferro posti all'interno della statua prima dell'esposizione, durante i primi restauri ai quali fu sottoposta dopo il ritrovamento sull'Esquilino, nel 1875. Con l'umidità, infatti, si sono gonfiati e hanno creato delle fessure profonde soprattutto nella parte posteriore, sotto il braccio sinistro e sui piedi». Il restauro sarà aperto al pubblico che potrà così ammirare l'opera delle due restauratrici, Claudia Camiz e Francesca Farachi. «I lavori che si effettueranno saranno determinati non solo dallo stato di conservazione - ha spiegato la dottoressa Farachi - ma dalla scelta di riportare in cima alla Torre Campanaria il calco oppure l'originale». In ogni caso o il calco o la vera Dea Roma troverà anche un posto all'interno dei musei Capitolini dove si potranno osservare da vicino i lunghi panneggi che l'avvolgono. ------------------- Borgna: «E' il primo intervento dopo 130 anni, e ora riapriremo anche i giardini Caffarelli» «Tra il '94 e il '99 le facciate dei Palazzi Capitolini e la Coronata di accesso al Campidoglio sono stati oggetto di un complesso intervento di restauro che ha restituito il dovuto decoro alla piazza michelangiolesca - ha spiegato l'assessore alle Politiche Culturali Gianni Borgna mentre si svolgevano le operazioni necessarie per portare a terra la statua della Dea Roma, posta a sostituzione di una precedente statua di Artemide cacciatrice, sempre copia romana di un originale greco, trasformata nel simbolo della Roma cristiana grazie ad una croce al posto dell'asta all'epoca di Papa Sisto V e poi rimossa nel 1880 a causa del suo pessimo stato di conservazione grazie ad uno stanziamento di 8000 lire da parte dell'Amministrazione Comunale - Restava solo come piccolo neo la statua collocata alla sommità della Torre Campanaria del Palazzo Senatorio che dal punto di vista dell'intervento tecnico richiedeva attrezzature e professionalità di non poco rilievo». L'occasione giusta è stata dunque il prossimo appuntamento del 29 ottobre, in occasione della firma della costituzione europea. «Inoltre bisogna anche ricordare che da quando la statua venne issata sulla cima, circa 130 anni fa, non era mai stata interessata a nessun intervento di restauro» ha aggiunto Borgna. Continuano così gli interventi su tutta l'arce capitolina che però non potranno essere ultimati prima del definitivo trasferimento degli uffici comunali nella nuova sede di via Ostiense. «Ma altri interventi sono previsti nel corso dei prossimi mesi - ha aggiunto ancora Borgna - nel corso dei quali verranno sicuramente riaperti al pubblico i Giardini Caffarelli». M.G.F.
Restauro aperto al pubblico per la statua di Minerva sul Campidoglio
Il sindaco Veltroni ha assistito all'intervento di restauro della statua della Dea Roma, alta 2 metri e 90 centimetri, posta a sostituzione di una precedente statua di Artemide cacciatrice. La statua, copia romana di un originale greco, aveva bisogno di un profondo restauro. I costi delle operazioni di restauro, circa 50 mila euro, saranno coperti da Minguzzi, uno sponsor privato. Il restauro sarà aperto al pubblico e i lavori saranno determinati dallo stato di conservazione e dalla scelta di riportare in cima alla Torre Campanaria il calco oppure l'originale. La statua sarà poi trasferita all'interno dei musei Capitolini.
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