Intervista al ministro Urbani: «E' la mostra dei record. Entro l'anno la Cultura riavrà i fondi» VENEZIA - I sessanta leoni d'oro creati da Dante Ferretti sovrastano il Palazzo del Cinema destinato alla ricostruzione kolossal. In attesa di prede migliori, i paparazzi si accaniscono su Emanuele Filiberto e famiglia che sbarcano all'Excelsior. Il tempo come al solito è variabile, con minaccia di pioggia. Stasera c'è l'inaugurazione con fanfare, divi assortiti, Digos e forze dell'ordine in abbondanza per garantire la sicurezza nell'anno del massimo allarme e della presenza americana massiccia. Alla Mostra che tutti si ostinano a considerare della "rinascita", in platea sono previsti sei ministri. Ma il protagonista è Giuliano Urbani, che da oggi presidierà il Lido per onorare un programma fittissimo d'impegni, incontri, celebrazioni. Dopo l'inaugurazione della Mostra, il titolare dei Beni Culturali tornerà il 4 per il Mercante di Venezia , il film con Al Pacino al quale verrà offerto un banchetto a Palazzo Ducale, in pratica una seconda inaugurazione: la caccia all'invito è già incandescente. Il 5 Urbani assisterà alla regata del Redentore, il 6 incontrerà i ministri europei della Cultura, il 9 e 10 seguirà la Biennale Architettura e l'11 tornerà in platea alla Fenice per la chiusura che, con Sofia Loren nel ruolo di madrina, andrà in diretta su Raidue. Sarà, insomma, una maratona istituzionale che include incontri ravvicinati con Steven Spielberg che ha promesso di collaborare al Museo della Shoah di Ferrara e con Robert De Niro, al quale Urbani ha promesso la cittadinanza italiana onoraria. Ma il ministro si sottopone volentieri al tour de force perché, quanto a grandiosità, numero di film e glamour mondano, questo sessantunesimo festival corrisponde ai suoi desideri. Almeno sulla carta. Conferma, ministro? «Sono soddisfatto perché, fin da ora, questa è la Mostra dei record. Per il numero di film presentati (oltre 2.500, ndr) e dei Paesi partecipanti, per la quantità delle star attese, per l'interesse dimostrato dalle tv di tutto il mondo. Per ottenere questo risultato mi sono impegnato molto, dalla riforma dello statuto della Biennale alle nomine di Croff e Muller. Premesse eccellenti per un festival memorabile». Sfarzo e mondanità non sono inopportuni nel momento in cui il mondo è lacerato da guerre, terrorismo, lutti? «Io rispondo ch il modo migliore per battere il terrorismo è non rinunciare alle proprie abitudini di vita, allo stile e alla libertà. E il cinema è anche glamour ». Con il suo budget di appena sei milioni di euro, Venezia è la parente povera di Cannes e Berlino... «Con i finanziamenti ordinari non ci saremmo potuti permettere questa Mostra, a cominciare dalla scenografia di Ferretti per finire alla cerimonia della Fenice...». E dove avete preso gli altri soldi? «Tre milioni li ho presi all'agenzia Arcus, il resto viene dagli sponsor. Non saremo noi, insomma, a pagare le serate mondane». Non crede che la Fenice, la Loren e i leoni d'oro avrebbero meritato in tv la prima serata anziché il tardo pomeriggio? «Non credo che l'orario della cerimonia finale, che tra l'altro è legato alla proiezione del film, sia importante. Lo è di più l'interesse manifestato dalle tv straniere». E' vero che ha impedito a Raidue di imporre una presentatrice televisiva al posto della Gerini? «Diciamo che c'è stata una collaborazione dialettica che ha portato Raidue a capire le ragioni del cinema. E io ringrazio la rete per la sensibilità dimostrata». L'altr'anno la Mostra si chiuse tra le polemiche per la mancata vittoria di Bellocchio. La giuria guidata da Boorman avrà un occhio di riguardo per i film italiani? «La giuria quest'anno è di altissimo livello artistico e tecnico, ma sarà totalmente autonoma. Le contestazioni, del resto, fanno parte delle competizioni: lo so bene io che vengo da Atene. Anche a Cannes la vittoria di Fahrenheit 911 scatenò un putiferio. L'importante è che questa Mostra venga giudicata positivamente». A proposito di italiani: il nostro cinema si rimetterà in moto? «Il passaggio dalla vecchia legge alla nuova è un meccanismo complesso, ma grazie al cielo ne siamo usciti vivi e siamo pronti a ripartire». I produttori si domandano con ansia quando i decreti attuativi entreranno in vigore. «I decreti stanno compiendo il loro iter amministrativo. Colgo l'occasione per ringraziare la Corte dei Conti che, malgrado il periodo estivo, ha proseguito l'esame dei provvedimenti con competenza e celerità. Ho chiesto al direttore generale del Cinema, Gaetano Blandini, di mettersi a disposizione della Corte per rispondere alle eventuali osservazioni e per fornire chiarimenti. Al massimo a fine ottobre la nuova legge sarà operante». Riuscirete a recuperare i 172 milioni (26 dei quali per il cinema) tagliati alla cultura? «Do per scontato che entro la fine dell'anno si ripari all'errore e i finanziamenti vengano reintegrati. E' assurdo penalizzare un settore che rende sette volte quello che lo Stato ha investito».
Intervista al ministro Urbani: I finanziamenti saranno reintegrati
Il ministro della Cultura, Giuliano Urbani, ha parlato della Mostra del Cinema d'arte di Venezia, che si è aperta con un grande successo. Il festival ha presentato oltre 2.500 film da tutto il mondo e ha attirato molte star. Urbani ha detto di essere soddisfatto del risultato e di aver lavorato duramente per ottenere questo successo. Ha anche parlato della riforma dello statuto della Biennale e delle nomine di Croff e Muller. Il ministro ha anche risposto alle critiche sulla mancata vittoria di Bellocchio e ha detto che la giuria sarà autonoma. Ha anche parlato della nuova legge sulla cultura e ha detto che spera di recuperare i 172 milioni di euro tagliati alla cultura.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo