Roma, 30 giu. (Adnkronos) - "Sono anni che il nostro sindacato ha piu' volte denunciato la mancata trasparenza nella gestione di Arcus S.p.A. e solo da qualche settimana i magistrati contabili, si accorgono che le cose non vanno". E' quanto afferma Giuseppe Urbino, Segretario Nazionale della Confsal- Unsa Beni Culturali che aggiunge "se ne accorgono perche' e' intervenuta la magistratura ordinaria ma, avrebbero potuto intervenire molto prima se avessero letto con attenzione proprio le relazioni al parlamento redatte dal consigliere preposto al controllo degli atti di Arcus. Le relazioni sono a disposizione di tutti, sono sul sito internet della Corte dei Conti e se andiamo ad analizzare bene l'intera gestione della Spa in condominio tra Beni culturali e Infrastrutture si capira' che non e' solo il problema di Propaganda Fide". "E' arrivato il momento di fare realmente chiarezza sul carrozzone che distribuisce denaro pubblico a pioggia senza declamare i criteri pubblicamente -prosegue il sindacalista-. Lo scarica barile della responsabilita' che sta avvenendo in questi giorni tra potere politico e quello amministrativo e' la prova lampante dell'inutilita', di tenere ancora in piedi Arcus Spa. Ma se a decidere gli interventi sono i due ministri, quello dei Beni culturali e quello delle Infrastrutture e non il presidente e il Cda di Arcus -prosegue Urbino- che senso ha tenere in piedi una societa' per azioni il cui elevato costo di gestione pesa fortemente sulla spesa pubblica? Arcus spende circa 18 mila euro al mese per la sua sede nel centro di Roma per ospitare meno di dieci dipendenti". "Si riportino al piu' presto le competenze all'interno del Ministro dei Beni culturali -conclude il sindacalista- e si metta subito in liquidazione la Spa. Non ci sono piu' scuse, Arcus deve essere chiusa".