RIVOLI. Il Tg3 regionale si è occupato del problema che riguarda anche altri Comuni L'affitto potrebbe decuplicare Opera di valorizzazione a rischio Gioie e dolori per il Comune di Rivoli quando la posta in gioco è Forte Wohlgemuth. L'amministrazione guidata da Mirco Campagnari è impegnata da anni in un'opera lenta ma continua di sistemazione e valorizzazione del simbolo del paese e da qualche tempo ha messo mano anche alla difficile gestione del compendio, in modo da centrare un obiettivo preciso: renderlo il centro propulsore per storia, cultura e tradizioni del territorio. Preoccupazioni e problemi, però, sono sempre dietro l'angolo. A impensierire il sindaco ora c'è un ventilato aumento del canone demaniale, che potrebbe superare di almeno dieci volte quanto il Comune paga oggi per l'utilizzo in concessione del Forte. Un aumento che per il momento è solo una voce, non confermata da nessun atto ufficiale, ma che chiaramente fa già paura perché metterebbe in seria difficoltà le finanze dell'ente locale. A Rivoli, così come in molti altri Comuni del Veronese e del Veneto, se i prezzi salgono forse non potranno più permettersi di disporre, sul loro territorio, di un bene demaniale. E a perderci sarebbero solo le comunità locali, cultura e turismo. Del caso rivolese si è occupato anche il telegiornale regionale della Rai che va in onda sul terzo canale. All'appuntamento con giornalisti e telecamere al Forte c'era non solo il primo cittadino, ma anche alcuni rappresentanti della sua amministrazione, il presidente della pro loco Vittorio Specchierla, la campionessa Sara Simeoni, l'ideatore del museo della Grande Guerra alla batteria alta del Forte, Giuseppe Rama, e qualche cittadino. «Siamo molto preoccupati», afferma Campagnari, «perché un aumento del canone in questi tempi di ristrettezza economica avrebbe un forte impatto sui conti del Comune. Diventa difficile giustificare investimenti di un certo peso su un bene di cui non abbiamo la proprietà. E difficile diventerebbe a quel punto anche avanzare soldi per potenziare gli investimenti sulla struttura». Un affitto troppo alto, per un edificio che rimane comunque di altri, nel caso del Forte dello Stato, l'amministrazione di Rivoli non è in grado di sostenerlo. «Non siamo i soli, però», continua il sindaco, «e sto cercando una sinergia con altri Comuni che si trovano a fare i conti con beni demaniali». Campagnari ha sollevato il caso in Provincia, ma si sta dando da fare anche all'interno dell'associazione Città murate del Veneto, di cui è il referente per Verona, affinché il direttivo discuta il problema e ragioni su «una formula di estimo calmierata su determinati e ragionevoli parametri». L'associazione regionale dei Comuni in Veneto, inoltre, sta battendo da un po' il chiodo sul federalismo demaniale. La cosa però non rincuora Campagnari. «È tutto ancora da definire, chissà quanto ci vorrà. Mentre Anciveneto discute, una cosa è certa: quando arrivano i documenti con la cifra da pagare, magari decuplicata, io non ho scampo. Devo pagare». La bella notizia, in tutto questo, è che il Ministero dei beni culturali si è espresso a favore dell'utilizzo del forte per fini museali, concedendolo per sei anni. «Temo però che la lettera dell'agenzia del demanio tanto una bella notizia non sarà», conclude il sindaco.