È polemica sulla proposta di legge del Pdl sul condono edilizio. Presentata da tre deputati campani e intitolata «Disposizioni per accelerare la definizione delle pratiche di condono edilizio al fine di contribuire alla ripresa economica», la proposta doveva cominciare ieri il suo cammino in commissione Ambiente di Montecitorio, ma il suo esame è stato prudentemente rinviato di qualche giorno: una o due settimane, spiega il relatore Vincenzo Gibiino, un avvocato catanese che non sembra propenso a imporre un ritmo particolarmente frenetico all'esame del provvedimento. «Prima dell'estate dedicheremo all'argomento uno o due sedute - preannuncia poi se ne riparlerà a settembre. Ma anche allora bisognerà ascoltare il governo, il ministero dell'Ambiente e l'Anci, per arrivare a un testo condiviso. Perchè è certo che la proposta attuale dovrà essere modificata». Che qualcosa non funzionasse nella proposta, del resto, si era accorto anche il servizio studi della Camera, che aveva messo in evidenza i rischi di incostituzionalità. Nel frattempo gli autori, Maria Elena Stasi, Luigi Cesaro e Giovanna Petrenga, smentiscono sdegnati che la loro proposta nasconda un condono «monstre». Stasi, che prima di essere deputata del Pdl è stata anche prefetto di Caserta, minaccia querele al Corriere della Sera, reo di aver insinuato che lei e gli altri due autori della proposta si siano mossi sia per la loro vicinanza al sottosegretario Nicola Cosentino sia per voler sanare le irregolarità di una delle zone con più alto tasso di abusivismo edilizio in Italia: «Non consentirò a nessuno di mettere in dubbio la linearità della mia azione politica, la correttezza dei miei comportamenti solo per poter praticare lo sport cinico del massacro mediatico», è la sua replica infuriata. A sentire il democratico Ermete Realacci, il cuore della proposta è quella di riaprire i termini dei precedenti condoni edilizi: insomma «un mostro legislativo» che produrrà «un condono infinito». E per questo il Pd chiede di tagliare la testa al toro e di ritirare la proposta di legge. Perchè, come osserva Fabrizio Vigni a nome degli ecodem del Pd «se la proposta di legge fosse approvata non solo rappresenterebbe un premio alla illegalità, ma darebbe il via ad una nuova devastante ondata di abusivismo con danni irreparabili per l'ambiente e la sicurezza del territorio». Viste le polemiche, il relatore si è preso qualche giorno di tempo per riflettere. Il provvedimento assicura «è necessario, perchè c'è gente che aspetta risposte da ormai vent'anni, ma così come è scritto non può funzionare». Il punto dolente è quello del ruolo delle soprintendenze: se oggi le soprintendenze che non si pronunciano su una richiesta di condono di fatto la bloccano, con la proposta dei tre parlamentari del Pdl il silenzio equivarrebbe a un sì generalizzato.
ROMA Condono edilizio, slitta l'esame della proposta lanciata dal PdL
La proposta di legge del Pdl sul condono edilizio è stata presentata da tre deputati campani e ha iniziato il suo cammino in commissione Ambiente di Montecitorio. Tuttavia, il suo esame è stato rinviato di alcuni giorni. Il relatore, Vincenzo Gibiino, non sembra propenso a imporre un ritmo particolarmente frenetico all'esame del provvedimento. La proposta attuale è stata criticata per i rischi di incostituzionalità e per il fatto che potrebbe produrre un condono infinito. Gli autori della proposta, Maria Elena Stasi, Luigi Cesaro e Giovanna Petrenga, hanno smentito di voler sanare le irregolarità di zone con alto tasso di abusivismo edilizio.
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