L'incognita del conflitto Ente Porto-Authority, la bonifica di Maregrosso, l'azzeramento del campo rom Il soprintendente ai Beni culturali Rocco Scimone lo definisce un «bubbone», poco dopo, rincarando la dose, sconfina addirittura nell'iperbole voluta, «un tumore»: l'inceneritore di San Raineri, piacciano o meno le allegorie, anche le più forzate, è qualcosa di simile a quanto rappresentato da Scimone. Ma è soprattutto un "tappo": saltato questo, per la Zona falcata si schiudono magnifiche sorti e progressive, sempreché finiscano le zuffe sulla titolarità della aree, non quelle della Real Cittadella però che sono vincolate. La conferenza stampa convocata ieri in Soprintendenza per ufficializzare quanto da noi anticipato nell'edizione di mercoledì, cioé la firma del decreto di demolizione dell'inceneritore da parte dell'assessore regionale Armao, evento atteso da almeno un decennio, con annesso stanziamento di 600 mila euro per i lavori, ad altro non serviva che a prospettare, appunto, quel che si potrà fare quando sarà abbattuto l'ecomostro, notizia che da sola basterebbe a suscitare viva soddisfazione. Scimone ringrazia a ogni pié sospinto l'assessore Armao, «a Natale scorso potevamo contare rivela su 200 mila euro, oggi la somma si è triplicata, grazie alla sensibilità dell'esponente del governo Lombardo», e sul tavolo dei piani futuri rilancia il progetto del Centro di documentazione d'arte contemporanea nella Real Cittadella, impercorribili fin quando San Raineri sarà relegata a suburra al di là del finanziamento di 11 milioni svanito: «Ne serviranno molti meno di milioni», fa sapere Scimone, «perché l'area è meno inquinata di quanto si ipotizzava e temeva. E giacché buona parte delle risorse serviva per la bonifica, comprenderete come per il Cdac sarà sufficiente un finanziamento inferiore rispetto a quello originariamente previsto». Sul recupero della Zona falcata, di quelle aree che non sono storicamente e legittimamente vocate ad altro, pensiamo alla cantieristica non certo alla stazione di bunkeraggio, si sta giocando di squadra. Eccezion fatta per l'Ente Porto, «del quale si attende lo scioglimento», come sottolineato dal sindaco Buzzanca, «secondo l'impegno assunto dall'assessore Venturi», Comune, Provincia, Autorità portuale, Capitaneria di porto e Soprintendenza stanno remando nella medesima direzione. Lo sottolinea il presidente Ricevuto che da navigato politico, ma non senza aver fatto riferimento agli sbocchi culturali e turistici che l'area può e deve percorrere, lascia il proscenio al sindaco, «perché suo è il merito, dunque cedo la parola». E Buzzanca coglie la palla al balzo. Ringrazia l'ing. Maurizio Croce, esperto volontario di Palazzo Zanca ma soprattutto in questa fase consulente dell'assessore Armao, per il pressing esercitato a Palermo sfociato nella firma del decreto di demolizione dell'inceneritore. Ribadisce che si tratta di un obiettivo storico e tuttavia solo di una tappa lungo il cammino che dovrà portare alla valorizzazione dell'area. Annuncia l'imminente arrivo di nuovi fondi (500 mila euro) per completare lo "sbaraccamento" di Maregrosso, altro anello della catena di recupero dell'affaccio a mare. Si rammarica per la reazione registrata a Valle degli Angeli, dove l'Amministrazione ha deciso di allocare cinque famiglie rom del campo Fatima di San Raineri, nuclei che si sono impegnati a ristrutturare l'ex scuola "Green" che intanto continua a essere vandalizzata. Sindaco e soprintendente Scimone sottolineano infine che è sul punto d'essere firmata la convenzione, nella quale rientra naturalmente il ministero della Difesa, per l'apertura perenne al pubblico, e dunque la possibilità di sfruttamento turistico, di Forte San Salvatore. Insomma, è tutto un fiorire di prospettive che pian piano si approssimano in termini di percezione. L'ultimo capitolo della conferenza stampa è dedicato al conflitto tra Autorità portuale ed Ente Porto. Anche su questo fronte non vi sono divergenze tra Comune e Provincia: l'auspicio, per Buzzanca, è che il Cga accolga il ricorso per revocazione dell'Authority, in «ogni caso l'anomalia va eliminata, la Regione dia seguito alla rinnovata intenzione di riattivare le procedure per la liquidazione dell'ente di corso Vittorio Emanuele». Ma questa è un'altra partita, intanto giù l'ecomostro, si riparta con il Cdac nella Real Cittadella, si finisca il lavoro a Maregrosso. Dati
MESSINA - Giù l'ecomostro, via al recupero della Falce
L'assessore regionale Armao ha firmato il decreto di demolizione dell'inceneritore di San Raineri, un evento atteso da almeno un decennio. Il progetto prevede un finanziamento di 600 milioni di euro per i lavori. Il soprintendente ai Beni culturali Rocco Scimone ha ringraziato Armao e ha sottolineato che l'area sarà più pulita e meno inquinata di quanto si pensava. Il progetto del Centro di documentazione d'arte contemporanea nella Real Cittadella è stato anche menzionato. La Zona falcata, che non è storicamente e legittimamente vocata ad altro, sta giocando di squadra con Comune, Provincia, Autorità portuale, Capitaneria di porto e Soprintendenza.
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