Parla Mauro Felicori, direttore dellIstituzione: "Affitteremo le sale per i matrimoni" Tra i tagli imposti dalla manovra finanziaria e i minori dividendi ricevuti dalle Fondazioni bancarie, i musei rischiano lasfissia e per sopravvivere, alla mancanza di soldi si cerca di sopperire con un maggior contributo di idee. Una è quella di ipotizzare che le esposizioni e i luoghi in cui sono collocate possano tornare a fornire un po di reddito, sia con la reintroduzione di un biglietto di entrata (garantendo però le fasce sociali come i bambini o gli anziani oltre a una mezza giornata gratis), sia con l«affitto» dei locali degli stessi musei per i matrimoni. «A Verona e a Venezia tutto questo già esiste, se le coppie desiderano essere immortalate sullo sfondo del balcone di Romeo e Giulietta o in un palazzo comunale sul Canal Grande», spiega Mauro Felicori, direttore dellIstituzione Musei Civici nonché del Settore Cultura di Palazzo dAccursio. Assieme a Eugenio Riccomini, che ne è presidente, sta preparando un generale riassetto dei musei. Riccomini ha lanciato lidea di mini corsi in cui chiunque può imparare a disegnare con la collaborazione dei ragazzi dellAccademia e, analogamente, a braccetto col Conservatorio, lidea di visite con musica. Giustificheranno anche il prezzo del biglietto. A parte queste innovazioni, il nuovo puzzle espositivo bolognese farà leva sul Museo Archeologico e sui nuovi spazi aperti a Palazzo dAccursio dopo il trasferimento degli uffici in piazza Liber Paradisus. Nel primo sono contenute la più importante collezione etrusca del Nord Italia e la seconda raccolta egizia dopo quella di Torino. Oltre a ciò, è presente anche una notevole dotazione di cimeli romani. Loccasione per valorizzare il tutto potrebbe arrivare lanno prossimo in occasione dei 2200 anni dalla fondazione della Bononia romana nel 189 avanti Cristo. «Ma ci stiamo anche chiedendo - continua Mauro Felicori - se lo spostamento della collezione egizia negli spazi rimasti vuoti di Palazzo dAccursio non sia unoperazione vantaggiosa. Consentirebbe di ampliare e aggiornare il Museo Archeologico alla luce dei nuovi scavi, fornirebbe alla collezione egizia una propria riconoscibilità e da ultimo, darebbe risposta riguardo lutilizzo di Palazzo dAccursio rimasto semivuoto». Il Museo Egizio, molto più «vendibile» sul piano dellimmagine e della comunicazione, potrebbe essere così il capofila del sistema espositivo bolognese. In questa visione globale cè posto anche per un museo «che copra il periodo dellOttocento e della contemporaneità, da Napoleone a Morandi, e anche questo potrebbe trovare posto a Palazzo dAccursio». Mentre un altro progetto, parallelo, ipotizza di documentare la nascita della Bologna moderna incrociando grandi infrastrutture come la ferrovia o lofficina del gas con la storia economico-sociale. «In generale - continua Felicori - occorre un cambio di mentalità; i musei, dora in poi, dovranno essere gestiti con un pizzico di managerialità in più. Fermo restando che il risultato non si valuterà in termini di incassi, ma di visitatori e di apprendimento».