la Villa del casale RISORGE A NUOVA VITA Quaranta esperti per dare colori e luminosità alle celebri ragazze in bikini e alle altre figure che decorano ledificio romano Le ragazze in bikini non sono mai state così belle, e tassello dopo tassello svelano colori rinnovati, in una delle stanze più celebri della Villa del Casale a Piazza Armerina. Il recupero di uno dei siti archeologici più importanti dEuropa, che ha preso avvio nel 2007, prosegue il suo cammino di rinnovamento per arrivare puntuale al 31 marzo 2011, quando la Villa del Casale avrà dismesso definitivamente la copertura di Minissi, in plexiglass, per accogliere quella in legno e rame brunito, secondo il progetto del Centro Regionale per il Restauro, diretto da Guido Meli, che insieme allassessore regionale ai Beni culturali Gaetano Armao, e di Vittorio Sgarbi, Alto commissario per la Villa del Casale, hanno fatto il punto sul recupero della superficie musiva del sito. Il progetto, prima della conclusione, scrollatosi di dosso polemiche e accuse, dovrà fare i conti con un problema molto pratico: quello della gestione del sito, che nei desideri di Sgarbi vede come referente ideale il Fai. Intanto, ecco i risultato dei complessi lavori, quello del recupero della superficie musiva, centoventi milioni di tessere di vetro disposte su una superficie di oltre quattromila metri, coordinato da Lorella Pellegrino, responsabile del servizio. Un restauro innovativo, che ha dovuto far i conti con urgenze ed emergenze, trovando di volta in volta soluzioni differenti, a cui hanno lavorato una quarantina di restauratori. Pulite le tessere dalla polvere e dalla sporcizia, colmate le lacune - secondo le differenti necessità - si è scelto innanzitutto di limitare al massimo la presenza di solventi chimici. È previsto solamente un passaggio finale con lossalato di ammonio, che saturerà definitivamente i colori già venuti fuori con gli interventi di pulizia. Se è pur vero che le linee guida per il restauro hanno sempre il loro punto fermo nelle le celebri teorizzazioni di Cesare Brandi, e che in questa tipologia di sito il restauro più indicato è quello conservativo, è anche vero che una certa elasticità di progetto e dunque di realizzazione è necessaria per comprendere le necessità che giorno dopo giorno si presentano. Ecco allora che questo intervento di recupero delle lacune ha scelto di seguire un metodo che vede un fondo uniforme di colore bianco su cui i restauratori sono intervenuti con un lavoro paziente, in cui la presenza di ciascuna tessera è stata incisa, segnandone la forma e seguendo i differenti disegni e decorazioni segnati sulla carta da spolvero. Si è passati poi ad una fase successiva, in cui ogni tessera "riprodotta" sulla malta è stata colorata a mano, con un lavoro cromatico di grande delicatezza e sensibilità per il colore, seguendo un "sottotono", ovvero uno o due toni inferiori rispetto al colore di riferimento realmente rintracciato in situ. Altro intervento di recupero innovativo, che si può realizzare solo grazie ad una particolare sensibilità pittorica, è il restauro musivo «ad astrazione cromatica». Spiega Lorella Pellegrino: «In alcune figure, come ad esempio quelle degli animali rintracciate nel peristilio della villa, avevamo notato una definizione complessiva della figura e del suo contorno, ma una mancanza delle tessere allinterno. Così alcune parti sono state ricomposte non rintracciando il segno, ma mediante il colore delle tessere, che comunque realizzano la stesso aspetto nella visione finale». Un po come facevano gli Impressionisti, che accostavano punti e segni cromatici, che si ricomponevano nellocchio nel momento dellosservazione, dando vita alla figura nel suo complesso. Il recupero dei mosaici e lintervento complessivo che si sta realizzando nella Villa del Casale sta inoltre rivelando molte novità, legate ad una presenza non ancora studiata nel grande edificio: quella degli affreschi che segnano corridoi e pareti. In alcune stanze, in particolare, gli affreschi emersi dalle pareti costituiscono delle novità molto importanti, ancora da studiare e approfondire. Come lo straordinario tesoro pittorico che è stato rilevato nella stanza della "Piccola pesca", il cui pavimento è un tripudio di amorini alati intenti alla pesca di pesci colorati, tra barche e delfini: qui, alle pareti, per la prima volta sono state svelate le decorazioni ad affresco che girano tuttintorno alla superficie musiva, e che mostrano, in unalternanza di immagini e decorazioni, delle figure femminili in prossimità di acque - una delle quali è già interamente visibile in tutta la sua elegante bellezza - che si alternano a conchiglie zampillanti. Il recupero di questi affreschi sarà terminato ad ottobre, con larrivo di una restauratrice esperta in interventi con il laser. Nel corridoio del peristilio, intanto, si intravedono guerrieri che imbracciano un grande scudo, mentre nella sala delle "Ragazze in bikini" - che svela un altro pavimento musivo sottostante - laffresco gioca ad imitare i colori dei marmi, e tra ombre in mosaico e trompe-loeil anticipa di secoli molte scoperte della visione.
SICILIA - Prosegue il restauro dei mosaici in attesa della copertura
Riassunto in 200 parole:
La Villa del Casale a Piazza Armerina sta subendo un recupero di uno dei siti archeologici più importanti d'Europa. Il progetto, diretto da Guido Meli, ha avuto inizio nel 2007 e si è concluso con il recupero della superficie musiva del sito. Centoventi milioni di tessere di vetro sono state disposte su una superficie di oltre quattromila metri. Il restauro è stato coordinato da Lorella Pellegrino e ha richiesto la collaborazione di una quarantina di restauratori. Il metodo di recupero ha visto un fondo uniforme di colore bianco su cui i restauratori hanno intervenuto con un lavoro paziente, incisando la forma e seguendo i disegni e decorazioni segnati sulla carta da spolvero.
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