SE PER scegliere il nuovo sovrintendente del Carlo Felice ci sono almeno due "partiti" che si riconoscono negli ultimi due nomi - Giovanni Pacor e Antonio Calbi - che martedì affronteranno un vero e proprio esame da parte del consiglio di amministrazione chiamato a scegliere il migliore, cè chi, e cioè Riccardo Garrone, minaccia ancora una volta di sbattere la porta e andarsene proprio per colpa delle "fughe" di voci, magari orchestrate ad arte, e che di fatto stracciano i patti di correttezza stretti almeno in via ufficiale nel cda. «Lho già detto e lo ripeto: se si continua così io me ne vado - attacca Garrone - Qui si fanno danni concreti; chi fa rivelazioni ad arte, oltre a venir meno alle regole, si dimostra nemico di un salvataggio in una struttura con immensi problemi, sullorlo della sopravvivenza. Qui cè stupidità, arroganza, doppiogiochismo. E interessi personali». E innegabile che far saltare il banco, ancora una volta, avrebbe un certo fascino per chi pensa che un teatro ingovernabile sia meglio di un teatro governato. Garrone, fedele alla linea, non fa nomi ma chiarisce: «Preferisco un manager che abbia dimostrato capacità di gestione aziendale, e anche di relazioni sindacali. E penso che ci voglia una specifica conoscenza dei teatri lirici, realtà ben diverse dalla prosa». PER il resto, non è un mistero che Giovanni Pacor, 53 anni, attuale direttore artistico alla National Opera di Atene e con unesperienza da sovrintendente anche a Verona, sia un nome già noto al Carlo Felice dove, in accordo con lex direttore artistico Cristina Ferrari, ha realizzato l"Arianna a Nasso" di Strauss. Sarebbe gradito a Marta Vincenzi e a chi le è più vicino; mentre Antonio Calbi, 47 anni, già direttore del teatro Eliseo di Roma e attuale direttore del settore spettacoli del Comune di Milano è, secondo Sergio Maifredi, consigliere indicato nel Cda dal ministro Bondi, «una persona molto valida, che conosco bene e che ho già invitato a partecipare a diversi convegni, anche a Genova». Abbottonatissimo Silvio Ferrari, vicepresidente della Fondazione, che stamani vedrà la Vincenzi e avverte preoccupato che ci sono tempi da rispettare e che la scelta del Sovrintendente è il primo, necessario impegno da rispettare. Si esprime eccome Mario Menini, anche lui di nomina ministeriale, che va controcorrente: «Macché largo ai giovani, smettiamola con questi discorsi. Lo dico e lo dirò anche in consiglio di amministrazione: ci vogliono persone di esperienza, che sappiano bene di che si parla». Il rimpianto è verso lex sovrintendente Francesco Ferrazza.
GENOVA - Resa dei conti sul carlo felice
Il consiglio di amministrazione del Carlo Felice dovrà scegliere il nuovo sovrintendente. Riccardo Garrone minaccia di andarsene se non si sceglierà un manager con esperienza e capacità di gestione. Due nomi sono in corsa: Giovanni Pacor e Antonio Calbi. Pacor ha esperienza come direttore artistico alla National Opera di Atene e ha lavorato con Cristina Ferrari al Carlo Felice. Calbi è direttore del teatro Eliseo di Roma e del settore spettacoli del Comune di Milano. Silvio Ferrari, vicepresidente della Fondazione, è preoccupato per la scelta del sovrintendente e vuole un impegno da rispettare. Mario Menini, anche lui di nomina ministeriale, vuole persone di esperienza e non giovani.
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