DEVOLUTION Dopo la sentenza della Consulta a fine luglio --------------------- II Palazzo Ducale di Genova è gestito da una Spa controllata dal Comune (Marka). II turismo culturale costituisce un autentico motore dello sviluppo, non solo sociale e civile, ma anche economico, del Paese. Ora la sentenza 272 della Corte costituzionale, depositata il 27 luglio scorso (a seguito di un ricorso presentato dalla Regione Toscana), apre una nuova fase nella gestione del patrimonio artistico nazionale. La Corte, infatti, ha dichiarato il legislatore statale non competente a dettare la disciplina di gestione dei servizi locali privi di rilevanza economica, e quindi anche musei, biblioteche, parchi archeologici, teatri e auditorium. ---------------------- Il turismo culturale. Le presenze delle città d'arte sono aumentate del 5 rispetto al 2003, a fronte di una flessione complessiva del comparto, il turismo culturale rappresenta ormai l'l,3 del Pil e i consumi delle famiglie italiane per la cultura crescono di anno in anno in controtendenza rispetto alla crisi generale del mercato. Un settore strategico per il nostro Paese che vivrà una vera e propria rivoluzione normativa nei prossimi mesi, perché le Regioni ora sono chiamate a disciplinare il settore che sarà poi regolamentato dagli enti locali. ------------------ Cultura e devolution. Si afferma per la prima volta con decisione, in linea con la riforma del Titolo V della Costituzione, il principio del decentramento anche per il settore della cultura. Nei prossimi mesi le Regioni dovranno costruire un quadro legislativo che sia in grado di valorizzare le positive esperienze già maturate e di creare dei sistemi di gestione più moderni e funzionali secondo le peculiarità delle diverse aree territoriali. In questa prospettiva sarà indispensabile garantire standard qualitativi omogenei in tutte le aree del Paese e favorire la collaborazione con il privato sia imprenditoriale che non profit. --------------------------- Amministrazioni attive. Nonostante la drastica riduzione dei trasferimenti dello Stato, operata nelle ultime Finanziarie, amministratori di città, piccole e grandi, hanno dimostrato un forte dinamismo per recuperare centri storici, valorizzare e promuovere il patrimonio culturale e ambientale, realizzare nuove strutture per la fruizione artistica e musicale, estendere l'accesso alla cultura ed elevare gli standard di qualità. I risultati sono evidenti. -------------------- La legge del '90. Anche grazie al quadro normativo introdotto negli anni '90, la gestione dei "templi della cultura" e delle attività artistiche in generale, negli ultimi anni è stata affidata a nuovi soggetti, spesso compartecipati dai privati. Si tratta di fondazioni (come «Musica per Roma»), società (come Palazzo Ducale di Genova) aziende speciali (come Fiesole Musei) o associazioni comunali (come il teatro Mercadante di Napoli). Sono ormai circa 400 le nuove esperienze di gestione e molte sono in fase di costituzione, come la grande Fondazione per il sistema dei musei civici di Milano. In questo scenario il processo di riorganizzazione dell'offerta culturale e dei servizi è a un bivio. Con la recente sentenza della Consulta si rimette in discussione tutto l'assetto dei modelli di gestione dei servizi culturali, ambientali e del tempo libero. Gli effetti sono immediati e di grande rilevanza. Va in soffitta, tutta la normativa statale sui servizi pubblici locali (il comma 2 del DI 2692003 e, di conseguenza, l'articolo 111bis del Tuel) e si riconosce la centralità del ruolo delle Regioni sulla disciplina dei modelli di gestione e quello degli enti locali per la regolamentazione delle attività. A quei soggetti, cioè, che hanno il compito della programmazione dei servizi nell'ottica dello sviluppo territoriale e di risposta immediata ai cittadini. Il Codice dei beni culturali. Nel frattempo, diventano punti di riferimento le disposizioni sulla gestione previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (Dlgs 422004) che, tuttavia, non lascia molto spazio alla normativa di dettaglio spettante alle Regioni. La politica culturale e la valorizzazione delle ricchezze artistiche, archeologiche e ambientali, non possono, più essere relegate ai margini delle strategie di sviluppo economico e sociale del Paese. ---------------------------------- Disegnare un nuovo scenario. Proprio per affermare la centralità del settore, approfondire i problemi, definire gli obiettivi e gli strumenti di sviluppo, gli assessori alla cultura e al turismo di Comuni, Province, Regioni insieme agli amministratori e ai dirigenti delle imprese hanno avviato la preparazione della seconda conferenza nazionale «Le città della cultura», che avrà luogo a Roma a febbraio 2005. A settembre, invece, ci sarà un incontro con i parlamentari europei sui temi delle politiche di intervento comunitarie per il settore. Dalla cultura, quindi, una forte spinta per innovare e promuovere un patrimonio unico al mondo e per rilanciare la competitivita dei nostri sistemi territoriali. Segretario Generale di Federculture
Beni culturali, è necessaria una bussola per la gestione
La Corte Costituzionale ha dichiarato il legislatore statale non competente a dettare la disciplina di gestione dei servizi locali privi di rilevanza economica, come musei, biblioteche, parchi archeologici, teatri e auditorium. Questa sentenza apre una nuova fase nella gestione del patrimonio artistico nazionale e conferma il principio del decentramento anche per il settore della cultura. Le Regioni dovranno costruire un quadro legislativo che valorizzi le esperienze già maturate e crei sistemi di gestione più moderni e funzionali.
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