corriere del Mezzogiorno 1 lug 2010 Salerno De Mita: niente martiri, non lo chiuderemo Per ora l'Enel non ha staccato la luce. Ieri, però, Fastweb ha oscurato il sito del museo Madre. È scontro aperto sui debiti e sul futuro del museo d'arte contemporanea napoletano. La Fondazione contesta l'assessora alla Cultura, Caterina Miraglia, a suon di cifre: sarebbero sei imilioni di euro che Palazzo Santa Lucia deve all'ente. Il vicepresidente De Mita: «Non ci sono martiri, nessuno ha intenzione di chiudere il museo». Primi appelli pro-Madre da Francesco Clemente e da Germano Celant. NAPOLI Per ora il Madre è stato oscurato solo virtualmente. L'Enel, infatti, non ha staccato la luce, nonostante gli 80 mila euro di morosità, ma Fastweb ha disattivato il sito ufficiale del museo d'arte contemporanea napoletano. Primi effetti della mutata amministrazione regionale? Ieri il direttore del Madre, Edoardo Cicelyn ha denunciato «il silenzio, inquietante e un po' terroristico» di Palazzo Santa Lucia, che non avrebbe risposto ai solleciti. «Il Madre rischia di chiudere», l'allarme di Cicelyn, «se la Regione non paga i debiti da mesi». «Accuse strumentali, interverremo presto», gli ha risposto l'assessora alla Cultura, Caterina Miraglia. È solo il primo atto di uno scontro ormai aperto tra Regione e Madre. Di uno scontro politico tra passata e attuale gestione. Il secondo atto, infatti, è un commento della Fondazione Donnaregina (la fondazione regionale proprietaria del museo). Che contesta la Miraglia a suon di cifre. «Le risorse che spettano alla Fondazione si legge per la conduzione del Museo Madre e per le attività culturali esercitate nel triennio scorso con fondi europei sono infatti già rendicontate da tempo con atti formali depositati presso gli assessorati, approvati dai dirigenti e inoltrati in ragioneria per i pagamenti. È lì che una volontà politica nuova ha deciso di fermare tutto ed è per questo che la Fondazione Donnaregina si trova ora angustiata da debiti eccessivi nei confronti del gestore del Madre, cioè di Scabec». Ecco le cifre: a fronte di fondi assegnati, pari a 2 milioni e 700 mila, la Regione ha liquidato solo 564 mila euro; mancano all'appello 350 mila euro per il funzionamento 2009; né si sono visti i 400 mila euro assegnati per il progetto giovani 2009; infine non è stata erogata la seconda tranche di fondi europei pari a 4 milioni di euro ed è bloccata l'ultima rata per il completamento della struttura, altri 620 mila euro. Insomma «la Regione conclude deve corrispondere alla Fondazione Donnaregina una cifra di oltre 6milioni di euro, senza che si cominci ancora a discutere delle risorse appostate nel 2010 dalla vecchia giunta regionale per la gestione della Fondazione, del Museo Madre e delle sue attività. Questi 6 milioni fermi nelle casse di Santa Lucia da alcuni mesi, senza che si possa capire fino a quando e perché, costituiscono l'esposizione della Fondazione Donnaregina nei confronti della società Scabec, la quale sta progressivamente dismettendo il suo impegno nei confronti del Madre. Questi 6 milioni trattenuti dalla Regione Campania rischiano di provocare il fallimento del più importante museo d'arte contemporanea del Mezzogiorno». A sostegno del Madre si schiera Francesco Clemente, il più importante artista contemporaneo napoletano premiato ieri dagli industriali. Dal palco ha fatto un appello per «salvare il museo», anche con l'aiuto dei privati. E Germano Celant, senior curator per l'arte contemporanea del Guggenheim Museum di New York, ha scritto: «In Italia quando esistono istituzioni già inserite in una rete mondiale come il Madre di Napoli si tenta di soffocarle, con basse strategie politiche. È veramente vergognoso, perché si indebolisce la presenza del nuovo nella cultura italiana, mandandoci definitivamente in pensione, rispetto ai paesi emergenti, che stanno orientando tutta la loro spinta comunicazionale ed informativa sulla contemporaneità, sia essa tecnologica, scientifica, mediatica ed artistica».