30 giugno 2010 di Paola Abenavoli Era venuta alla luce, come accaduto in tanti altri casi, durante i lavori di realizzazione di una strada, per la precisione un tratto della statale 106, nei primi anni Ottanta: in un primo tempo si pensò ad una villa romana, ma i resti di un antico mosaico che rappresentava, sia il nodo di Salomone, che una menorah, fecero capire che, in realtà, quei reperti si riferivano ad una sinagoga. Quelli rinvenuti a Bova Marina, nella fascia jonica della provincia di Reggio Calabria, appartengono alla più antica sinagoga dell'Occidente, dopo quella di Ostia (risalente al primo secolo dopo Cristo), essendo stata datata tra il IV ed il VI secolo d.C. Oggi, questi resti, insieme a quelli dell'epoca magno-greca e di altri periodi, trovati nella stessa area e nei territori di Bova e Bova Marina, fanno parte del parco archeologico Archeoderi, dal nome della frazione, Deri appunto, che li ospita. Il parco, appena inaugurato, (frutto di una sinergia tra enti, tra cui Sovrintendenza e Università Mediterranea, con il consorzio Ce.re.re), rappresenta un vero e proprio viaggio tra i periodi storici e le civiltà che hanno influenzato e che si sono succedute in questa zona. In pratica, novemila anni di storia racchiusi in un'unica struttura, un incontro di culture alle porte del Mediterraneo. Dunque, un viaggio che si snoda dalla zona degli scavi, dai quali sono emersi i reperti della sinagoga, fino a quelli, della successiva campagna del 2007, che hanno evidenziato la presenza di altre strutture adiacenti la sinagoga stessa e che fanno intuire la stratificazione di vari periodi storici. Dagli scavi all'Antiquarium, una struttura che ricomprende il mosaico, ma anche i reperti recuperati negli scavi successivi, frammenti di vasi, di anfore, di coppe, lucerne, e quello che viene definito come il «tesoretto», ovvero una serie di monete in bronzo dell'epoca tra il IV secolo e la metà del V secolo d.C. E poi, quelli emersi dalle campagne condotte da oltre un decennio nell'area di Bova e di Bova Marina. Zone nelle quali, ogni estate, arrivano docenti e studenti da tutto il mondo, in particolare dagli Stati Uniti, per approfondire la storia di un territorio che è poi anche la storia dell'umanità. In questi anni sono emersi resti del neolitico, dell'età del bronzo, del periodo ellenico e di quello bizantino. Il percorso tra i reperti prosegue, poi, in un'altra struttura, un ex frantoio annesso ad un edificio degli anni Venti, completamente ristrutturato ed adibito a Centro di documentazione del territorio, che ospita un «viaggio» attraverso la storia di Bova Marina e della presenza ebraica in Calabria. Un itinerario didattico che illustra le peculiarità dell'area ellenofona e il ruolo delle comunità ebraiche in Calabria e una biblioteca, con testi sulla storia dell'ebraismo nell'Italia meridionale e sulla cultura greco-calabra. In pratica, un unico sito (che include anche una sala di consultazione multimediale e un'altra dedicata ad esposizioni temporanee e conferenze) in cui reperti archeologici e strumenti di approfondimento culturale si uniscono insieme alla storia di periodi differenti, di età e culture che si sono incontrati in quest'area.
Nel parco archeologico di Bova Marina i resti della seconda più antica sinagoga dell'Occidente
Il parco archeologico Archeoderi, situato nella frazione Deri di Bova Marina, nella provincia di Reggio Calabria, ospita reperti archeologici che raccontano la storia di un territorio che ha visto la presenza di diverse civiltà e culture. I reperti più antichi, risalenti al IV e VI secolo d.C., includono un mosaico che rappresenta il nodo di Salomone e una menorah, che indicano la presenza di una sinagoga. Il parco comprende anche reperti dell'epoca magno-greca e di altri periodi, come il neolitico, l'età del bronzo e il periodo ellenico.
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