Una sorpresa alla città per festeggiare il Bicentenario della fondazione Il recupero della facciata è stato terminato e il direttore Beltram annuncia: il palazzo diventerà centro internazionale della ricerca scientifica CARLO VENTURINI PISA. Torna a splendere quella che fu la prima sede della Scuola Normale in città così come la volle Napoleone I e sarà protagonista dei festeggiamenti del bicentenario della fondazione della Scuola nel mese di ottobre. E', infatti, finito il restauro della facciata del complesso di San Silvestro nell'omonima piazza, e dietro quelle finestre finemente stuccate e dietro il recuperato intonaco verde lorenese «ci sarà il centro strategico di tutta la ricerca scientifica della Scuola Normale», dice Fabio Beltram neo direttore della Normale. Il resaturo eseguito in tempi record, grazie a 350mila euro della Fondazione Caripi, è stata l'occasione per chiedere a Beltram che utilizzo farà la Scuola di quegli oltre 7mila metri quadrati. «Qui ci verranno nuovi laboratori scientifici e si collegheranno attraverso un corridoio interno ai già funzionanti laboratori di nanotecnologie del Nest che furono aperti nel 2008 e quindi possiamo affermare che questo edificio sarà il polo scientifico della Scuola». Oltre a questa destinazione, l'appena restaurato complesso funzionerà come foresteria e come alloggio per studenti e ricercatori per un totale complessivo di circa 90 posti letto. Ma c'è di più perché Beltram confida: «Una volta restaurato l'interno della chiesa vi si potrebbe fare un auditorium per 250 persone». Accanto a Beltram, c'era un altro protagonista del restuaro, Cosimo Bracci Torsi che è presidente della Fondazione Caripi, l'«uomo lorenese» potremmo ribattezzarlo visto che là dove mette mano - come con il Palazzo Blu - emergono i colori originari di quel tempo. «Bisogna interpellare la Sovrintendenza»: spiega Bracci Torsi. L'idea, comunque, c'è ed è quella di ricavare un auditorium per convegnistica scientifica di alto livello. Sempre Bracci Torsi annuncia un'altra fase importante del recupero dell'edificio e dice: «L'interno del complesso è caratterizzato da un imponente scalone tutto affrescato e noi lo recupereremo». Abbiamo potuto vedere la scalinata ed è veramente di quelle da rimanere con il naso all'insù per gli affreschi floreali che la circondano. Entrati dal portone principale del complesso, a farci da cicerone è lo stesso Beltram che indica la parete dove verranno messe due targhe (in italiano ed in francese) che ricordano appunto la fondazione della Scuola. Dopo il Palazzo della Canonica in piazza dei Cavalieri, diventato di recente il polo letterario della Normale, ora il complesso San Silvestro diventa il riferimento per la ricerca scientifica. «Così - spiega Bracci Torsi - la Normale è uno dei pochissimi soggetti di richiamo internazionale per la nostra città e l'intervento che abbiamo fatto va nella direzione sia di incentivo alla ricerca che di riqualificazione di un angolo bellissimo della città». Una curiosità: davanti al portone, Adriano Sofri tenne la sua prima conferenza stampa appena uscito dal carcere e sul verde lorenese della facciata, spicca la targa a Franco Serantini: «...vittima dell'ingiustizia borghese». Storia medievale e napoleonica, ricerca tecnoglogica, e vicende socio-politiche si dipanano in un fazzoletto di piazza poco conosciuta agli stessi pisani. -------------------- Un convento che ora ospita il laboratorio Nest Dietro quest'edificio scorre una lunga storia e una lapide ricorda Franco Serantini CA.VE. PISA.Prima convento, poi conservatorio per poi diventare la prima ed originaria sede della Normale. La storia del complesso di San Silvestro è straordinaria sin dai suoi inizi e non solo per la più recente storia. L'edificio, risalente al XII secolo, è stato dal 1811 al 1815 la prima sede della Scuola Normale Superiore, istituita da Napoleone I a Pisa come gemella della École Normale Supérieure di Parigi. Grazie all'intervento della Scuola Normale Superiore, che ha sottoposto la struttura a una intensa opera di restauro con il fondamentale contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, il complesso San Silvestro diventa dal 2008 la sede del Laboratorio Nest, uno dei principali centri di ricerca in nanoscienza a livello internazionale. La Soprintendenza ai beni architettonici sta inoltre procedendo al recupero della attigua chiesa (di cui è affidataria) per il suo inserimento nella linea museale e convegnistica del Museo di San Matteo. La stima dell'immobile è di 40 milioni di euro, il costo stimato del completamento del restauro è circa 10 milioni. Il complesso San Silvestro è inserito in una irregolare piazzetta alberata, dove c'è la lapide che ricorda l'uccisione di Franco Serantini, ed è stato fondato nel 1118, quando l'arcivescovo pisano Pietro Moriconi destinò la chiesa e l'annesso monastero ai monaci benedettini di Montecassino, che vi restarono fino al 1270. Nel 1331 il complesso fu affidato alle monache di San Domenico, del vicino convento di Santa Croce in Fossabanda, che provvidero a una prima ristrutturazione della chiesa. Più sostanziali furono i rimaneggiamenti del 1600 e 1700. Nel 1609 la chiesa fu divisa in due corpi per consentire la creazione di un coro o locale interno delle monache; nel corso del XVIII secolo avvenne il totale rifacimento della facciata, con la rimozione dell'architrave con le storie di Costantino e Silvestro (ora al Museo Nazionale di San Matteo) e l'aggiunta di sue statue. La chiesa, sconsacrata, è stata adibita a laboratorio di restauro di opere d'arte. L'annesso convento trecentesco nel corso dei secoli ha avuto varie destinazioni d'uso: nel 1782 il Granduca di Toscana Leopoldo lo trasformò in un Conservatorio per fanciulle nobili; all'inizio dell'Ottocento passò all'ordine di San Francesco di Sales.