E l'assessore regionale alla Cultura, Mario Caligiuri, pensa di farlo rientrare nel "Percorso borbonico" Gioacchino Saccà Gioia Tauro Si profilano tempi brevi per la realizzazione del Museo archeologico a Gioia Tauro. E il primo passo sarà rappresentato dall'apertura, che dovrebbe avvenire entro il prossimo mese di agosto, di una mostra temporanea di reperti diversi provenienti dai tanti scavi eseguiti in passato in vari siti di Gioia a cura della Soprintendenza per le Antichità in buona parte ancora giacenti nei depositi del Museo di Reggio Calabria. L'Assessore alla Cultura di Gioia Tauro, Monica della Vedova, si è fatto carico del progetto andato avanti per anni ma rimasto fino ad ora, purtroppo, soltanto un'idea investendo del problema la Direzione del Museo di Reggio e l'Assessorato Regionale alla Cultura. E proprio questa iniziativa ha fatto scaturire nelle scorse settimane una prima visita della dott. Maria Teresa Jannelli, responsabile per il territorio della Soprintendenza, che si è portata a Gioia Tauro per una sopralluogo a Palazzo Baldari, lo storico edificio del capoluogo della Piana, che dovrà ospitare al piano terra il museo; e successivamente una visita della Soprintendente di Reggio Calabria, anche nelle vesti di direttrice del Museo della Magna Grecia, dott. Simonetta Bonomi, che era accompagnata oltre che dalla stessa dott. Jannelli, dall'architetto Vincenzo Amendolia e dal geometra Bruno Napoli, dell'Ufficio tecnico del Museo reggino (che a Gioia sono stati ricevuti dal sindaco Renato Bellofiore, dal vicesindaco Jacopo Rizzo, dall'Assessore della Vedova e dal consigliere Patrizia Cofone) che ha effettuato un secondo accurato sopralluogo che ha interessato tutto il piano terra del Palazzo Baldari destinato ad ospitare prima la mostra temporanea e poi la sezione locale del Museo della Magna Grecia che potrebbe diventare realtà entro l'anno. La dott. Bonomi, è stato riferito, ha espresso il suo consenso per il posto destinato a diventare un sito delle testimonianze con i reperti provenienti dagli scavi di Gioia Tauro, sorta sulle rovine della magnogreca Metauria. « Ma non sono pochi i problemi - ha sottolineato l'Assessore della Vedova - da superare. Primo e più importante quello della sicurezza che rappresenta un presupposto indispensabile per la stessa Soprintendenza che resta di fatto proprietaria di tutti i reperti. Poi va assicurata la disponibilità di personale qualificato che dovrà garantire al nuovo Museo una piena funzionalità. Lo stesso, con ingresso gratuito -prosegue l'Assessore- dovrà rappresentare un ideale percorso storico sul passato di Metauria e dell'antica Joia. Pensiamo, ad esempo, a visite guidate delle scuole non solo di Gioia ma di tutta la sua Piana che dovranno servire per scolari e studenti a fornire testimonianze e documenti sul nostro ieri. Per tutto questo servono delle risorse e ci siamo rivolti alla Regione Calabria perchè inserisca il progetto-museo di Gioia Tauro nei progetti culturali di ampio respiro che saranno messi a punto dall'ente. L'Assessore Caligiuri ci ha promesso una mano. E siamo convinti che manterrà la parola: proprio nei giorni scorsi è stato infatti a Gioia Tauro ed è rimasto entusiasta di Palazzo Baldari che, ha anticipato, potrebbe essere punto di riferimento per il "Percorso borbonico" pronto a diventare realtà in provincia di Reggio Calabria.
Palazzo Baldari si candida a diventare museo
L'Assessore regionale alla Cultura, Mario Caligiuri, ha espresso il suo sostegno al progetto del Museo archeologico a Gioia Tauro, che dovrebbe essere realizzato entro l'anno. La mostra temporanea di reperti provenienti dagli scavi di Gioia dovrà aprire entro agosto e sarà ospitata nel Palazzo Baldari. La Soprintendenza per le Antichità ha espresso il suo consenso per il progetto, ma ci sono ancora problemi da superare, come la sicurezza e la disponibilità di personale qualificato. L'Assessore della Vedova ha richiesto risorse per il progetto, che sarà inserito nei progetti culturali della Regione Calabria.
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