bufera sullo scalo turistico. L'organismo è lo stesso che fu guidato da balducci I dubbi della commissione: carte alla procura e richiesta di revoca della concessione Giorgio BraccoLoredana GritaImperia. Bufera sul nuovo porto turistico di Imperia, e sulla società che lo sta costruendo, la Porto di Imperia spa. A rischio la concessione delle aree demaniali alla società mista (un terzo è nelle mani del Comune, un terzo è di Acquamare e l'altro terzo di Imperia Sviluppo), aree su cui sta nascendo il maxi approdo targato Caltagirone. La Commissione di vigilanza e collaudo che per legge deve verificare anche la congruità dei costi per la realizzazione delle opere a mare ha mosso dei rilievi segnalandole le contestazioni oltre che alla Porto di Imperia anche, ma per conoscenza, al presidente della Regione, Claudio Burlando, al sindaco di Imperia, Paolo Strescino alla Capitaneria di Porto e alla Procura della Repubblica che per il momento non ha avviato alcuna inchiesta. La commissione, la stessa che all'atto della sua costituzione fu presieduta, ma solo per un paio di mesi, da Angelo Balducci, allora potente presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici e oggi tra i personaggi chiave dell'inchiesta sulla cosiddetta "cricca" dei grandi appalti, ha fatto presente agli uffici competenti di «valutare l'opportunità di procedere all'avvio della procedimento di decadenza della concessione», perchè ritiene che il comportamento della Porto di Imperia costituisca una violazione di un obbligo previsto dalla concessione demaniale marittima». I discussione soprattutto i costi: la società che sta realizzando i lavori, la Acquamare srl, ha speso, per le opere a mare, molto più di quanto previsto dal piano finanziario: le somme indicate nel quadro economico di sintesi delle opere marittime, sono lievitati da 30 ad oltre 145 milioni di euro. «La Società ha sempre rispettato i propri obblighi sostanziali e documentali, realizzando un'opera migliore dal punto di vista tecnologico ed ambientale con un maggior esborso di mezzi propri, senza alcuna richiesta di contributo pubblico. Ed oggi per questo viene accusata», dichiara il portavoce di Acquamare. Ma la cifra spesa insinua qualche perplessità tra le opposizioni consiliari. «Si resta attoniti di fronte all'enormità della somma - attaccano il capogruppo del Pd Paolo Verda e il vice presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Zagarella, anche lui del Pd - che tra l'altro riguarda solo una parte di lavori previsti. E' inaccettabile che su un'opera di tale rilevanza, su terreno demaniale e quindi nostro, non vi sia assoluta trasparenza». Ma la Porto di Imperia non ci sta. «Non abbiamo nulla da nascondere - replica Carlo Conti direttore generale della società pubblico privata - fatture, documentazione, permessi concessioni e provvedimenti burocratici di ogni genere. Quando ci è stato chiesto di produrli lo abbiano fatto. Qui si vive di serietà, professionalità e massima trasparenza». La porto di Imperia ritiene pertanto che le osservazioni mosse siano del tutto incongruenti e fuorvianti nonché destituite di fondamento. «Il porto - aggiunge Conti - è interamente realizzato con capitali privati, i maggiori costi restano a carico della Società subconcessionaria, senza alcuna incidenza sulla natura, sulla durata e sui termini del rapporto concessorio con l'ente pubblico». Ma il Pd incalza: «I conti non tornano. Sembra l'ennesimo passaggio di una vicenda, quella del porto, da sempre gestita sul filo della legalità». Un grande scalo da diporto: 1300 barchecon negozi, residenze e parcheggi il progetto Imperia. La Porto di Imperia spa è composta da Imperia Sviluppo srl (13), Acquamare srl del gruppo Caltagirone (13), Comune di Imperia (13). Paolo Calzia, da qualche mese in pensione da segretario e direttore generale del Comune di Imperia, è presidente del consiglio di amministrazione. Gli altri membri sono Sergio Roggero, Gianfranco Carli, Francesco Bellavista Caltagirone, Andrea Gotti, Beatrice Parodi. Presidente del collegio sindacale è Silvano Montaldo. Carlo Conti è il direttore generale. La Porto di Imperia spa nasce nel 1992 con un obiettivo preciso: realizzare il nuovo porto turistico. La sua istituzione, come si legge sul sito della società, è stata possibile per l'intervento del Comune di Imperia che, con l'allora sindaco, Claudio Scajola, ha creduto profondamente al progetto. Alla fine dei lavori, all'interno dei circa 263 mila metri quadrati della concessione demaniale, troveranno posto complessivamente 1293 posti barca per natanti di lunghezze comprese tra 5 e 90 metri. Ci saranno anche spazi per la cantieristica da diporto, aree commerciali, residenze, servizi, parcheggi pubblici e privati. Complessivamente sono previsti 117 alloggi e spazi commerciali per circa 6200 mq. Un parcheggio interrato dietro la banchina di San Lazzaro assolve gran parte delle necessità del nuovo insediamento: 1786 posti auto e 96 box.