ROMA. Bronzetti nuragici, buccheri etruschi, vasellame italico. Chi ha sottratto reperti e testimonianze archeologiche, secondo una sanatoria pensata dal Pdl, potrà farla franca: con una mini multa potrà tenerli per trent'anni. Due bozze di un articolo composto da 11 commi da inserire nella manovra finanziaria, racchiudono la proposta di sanatoria per chi detiene reperti archeologici. Lo chiamano già l'archeocondono e segue lo scudo fiscale e la sanatoria edilizia: l'idea è quella di «fare emergere» e depenalizzare il possesso illecito di un reperto pagando solo una piccola multa. In cambio il «detentore illecito» otterrà in deposito per trent'anni vasi, anfore, statuine. La bozza nasce da ambienti parlamentari del centro destra e punta a smantellare uno dei pilastri della tutela in Italia dei beni archeologici che autorizza solo lo Stato a compiere scavi e ricerche rivendicando la piena proprietà dei ritrovamenti. In cambio di una mancia si garantirà la non punibilità a quanti conservano nel salotto reperti che, spesso, sono frutto di furti su commissione e sottratti alla fruizione collettiva. Nel 2004 senza ottenere risultati tentarono la stessa operazione alcuni deputati del centro destra.