Gentile direttore, ho letto con disappunto su Repubblica una sorta di "inchiesta" a firma di Alberto Statera, indifferente ai fatti e con lunico obiettivo di screditare esponenti politici e di governo. In particolare, larticolo di Statera è talmente confusionario che da un lato manifesta la piena ignoranza sul tema, dallaltro rende quasi impossibile una risposta che non si dilunghi su ogni argomento trattato. Innanzitutto, contesto in generale il tono allusivo (espressioni come "banda Bondi" ledono irreparabilmente lonore e la dignità della mia persona), di un articolo nel quale si mischiano realtà e aziende diverse, cercando liaisons oscure che non ci sono tra persone che pur si conoscono e che capita possano lavorare insieme. Ma non con le modalità e i fini che Repubblica vorrebbe far credere. E insistendo: lirreale ricostruzione di Repubblica prende in considerazione loperato del Ministero dei Beni Culturali sotto vari ministri che mi hanno preceduto, ma facendo intendere che ogni responsabilità debba essere iscritta alla mia sola persona; allo stesso modo viene travisato loperato di Arcus e quello di Ales, società che non hanno nulla a che fare con la Protezione Civile né hanno la possibilità di operare in deroga alle norme vigenti. Quando sono arrivato al ministero, Arcus operava senza alcun regolamento. È stata mia premura dotarne di uno affinché fossero stabilite procedure per lassegnamento dei fondi ispirate alla massima trasparenza ed efficienza. Tra laltro voglio chiarire che lo statuto di Arcus non vieta di finanziare restauri del patrimonio ecclesiastico, come peraltro da sempre fanno le nostre sovrintendenze. Diversa la situazione di Ales, una società nata nel 1997 sotto il governo DAlema, della quale peraltro non ho cambiato neppure i vertici, e che per ora si è limitata ad erogare gli stipendi di circa 350 lavoratori socialmente utili impiegati tra Campania e Lazio. La volontà del Governo e mia di dare una nuova spinta propulsiva alla valorizzazione del patrimonio culturale ha reso, inoltre, necessario questo sì - una precisazione delle finalità, che nella sostanza esplicitano le attività già previste sin dallatto costitutivo di Ales, a partire dai servizi al pubblico nei musei e dai servizi di manutenzione nei siti culturali. Ma sempre in via sussidiaria rispetto alla gestione dei privati. Contrariamente a quanto sostiene Repubblica, lobiettivo principale del Ministero, e del direttore per la valorizzazione, Mario Resca, è di aumentare e migliorare la qualità dei servizi al pubblico, incentivando, al contempo, la libera concorrenza e trasparenza del mercato nellesclusivo interesse pubblico. Aggiungo che la Direzione per la Valorizzazione non è stazione appaltante (lo sono invece i direttori dei poli e i soprintendenti) e che le linee guida sono state redatte seguendo le indicazioni fornite da due società di consulenza al di sopra di ogni sospetto, scelte a loro volta con regolare gara. Quanto al coinvolgimento in poco chiari finanziamenti della professoressa Francesca Ghedini che è sì la sorella dellavvocato Niccolò Ghedini, ma può ben vantare vita propria e professionalità autonoma unanimemente riconosciuta rispetto a quella del fratello, mi permetto di sottolineare che i progetti che sarebbero stati finanziati per nostra gentile concessione al Dipartimento di Archeologia dellUniversità di Padova di cui fa parte la professoressa Ghedini, risalgono ad anni fa e sono rimasti in essere, a dimostrazione della loro valenza, anche nei due anni di Governo Prodi (Ministro Francesco Rutelli); e vorrei notare che detti finanziamenti non sono nella piena disponibilità della professoressa Ghedini, ma vengono gestiti sul piano finanziario collegialmente, e sul piano scientifico sono il frutto di una collaborazione con vari enti. Lautore è ministro per i Beni culturali
GLI APPALTI E LA BENI CULTURALI SPA
Il ministro dei Beni culturali ha risposto a un articolo di Alberto Statera su Repubblica, che lo accusava di aver screditato esponenti politici e di governo. Il ministro sostiene che larticolo di Statera è confusionario e che ha preso in considerazione loperato del Ministero dei Beni Culturali sotto vari ministri, ma facendo intendere che ogni responsabilità debba essere iscritta alla sua sola persona. Il ministro spiega che lo statuto di Arcus, una società che ha finanziato restauri del patrimonio ecclesiastico, non vieta di finanziare tali attività, e che Ales, un'altra società, si è limitata ad erogare gli stipendi di lavoratori socialmente utili.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo