Il Dna svela luomo di Altamura un cacciatore di 60mila anni fa Dagli esami conferme e nuove scoperte "È uno degli scheletri del Neanderthal meglio conservati al mondo" È davvero un uomo lo scheletro rinvenuto il 7 ottobre del '93 nella grotta di Lamalunga ad Altamura. Non solo. La scoperta sensazionale emersa dagli studi affidati a specialisti di livello internazionale dalla Direzione regionale dei Beni culturali, consente di identificarlo come Uomo di Neanderthal. Ha vissuto fra i 60 e i 40 mila anni fa, aveva i capelli rossi e la carnagione chiara, unaltezza intorno al metro e sessanta, corporatura robusta. Lo scheletro ha "parlato" grazie allesame del Dna, effettuato su una porzione di scapola prelevata in condizioni di massima sterilità nel suo giaciglio a dieci metri di profondità. E così la Puglia si trova ad avere fra i suoi tesori uno degli scheletri più integri e meglio conservati di quellEtà in tutto il mondo. «Uno dei pochi a livello internazionale - precisa il direttore dei Beni culturali, Ruggero Martines - di cui esista la mappatura genetica, considerato che di "pezzi" di Neanderthal censiti in tutta Europa ne esistono meno di trenta». Come tutti i neandertaliani, anche lUomo di Altamura era un predatore e viveva di caccia. Ma proprio la caccia lha tradito. Inseguiva una preda, forse un bovinide o una iena, probabilmente era buio: così non si è accorto dellinghiottitoio, uno dei tanti nelle zone carsiche, ed è precipitato nella caverna, senza riuscire a risalire. Nessuno può dire quanto lunga sia stata la sua agonia, ma si può supporre che lambiente umido abbia reso veloce il processo di decomposizione. Per milioni di anni, luomo è rimasto lì, lacqua ha sommerso lo scheletro, e lalabastro lha ricamato di concrezioni a cavolfiore simili a merletti. Il reperto dunque ha raccontato una parte della sua storia agli specialisti che lhanno esaminato: David Caramelli del Dipartimento di Biologia evoluzionistica dellUniversità di Firenze, Silvano Agostini del Servizio geologico e paleontologico della Soprintendenza archeologica dellAbruzzo, Giorgio Manzi del Museo di antropologia della Sapienza di Roma, Marcello Piperno della facoltà di Lettere dello stesso ateneo, Guido Biscontin del Dipartimento di Scienze ambientali dellUniversità Ca Foscari di Venezia. Ma la vicenda dellUomo di Neanderthal potrebbe riservare ancora molte sorprese con lo studio del cranio e della mandibola. «Con le tecniche del virtuale - conclude Martines - vogliamo mostrare presto al pubblico la storia del nostro progenitore».
PUGLIA - Il Dna svela luomo di Altamura un cacciatore di 60mila anni fa
Un reperto archeologico scoperto a Altamura, in Puglia, ha rivelato il corpo di un uomo di Neanderthal che viveva circa 60.000 anni fa. Il corpo, scoperto nel 1993, è uno dei pochi scheletri del Neanderthal meglio conservati al mondo. Gli esami del DNA hanno confermato che si trattava di un uomo di Neanderthal. Il corpo era alto circa 1,60 metri e aveva una corporatura robusta. La sua morte è stata attribuita a una caduta in una caverna, dove è caduto mentre inseguiva una preda. Il corpo è stato trovato con una parte del cranio e della mandibola ancora intatte, e gli studiosi hanno iniziato a studiarli con tecniche virtuali per rivelare la storia del progenitore umano.
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