TESORI. Dietrofront sui beni alienabili trasferiti agli enti locali Agenzia del Demanio al lavoro per la pubblicazione della lista dei beni che per il federalismo demaniale potranno essere trasferiti agli enti locali, Comuni e Regioni. Nella lista con tutta probabilità non rientreranno le Dolomiti. Quella circolata finora, che prevede un trasferimento di alcuni tratti delle Dolomiti, è solo una bozza del più ampio lavoro che i tecnici stanno conducendo. L'obiettivo è una scrematura delle 10mila schede per 19mila beni punto di partenza del federalismo demaniale. La lista sarà pubblicata a fine luglio o primi di agosto e i beni saranno trasferiti solo a patto che l'ente territoriale metta a punto un progetto ben preciso, spiegando cosa intenda fare per valorizzare il patrimonio ceduto dallo Stato il cui ricavato andrà al taglio dei debiti locali. Ma se le montagne patrimonio dell'umanità sarebbero salve, il problema potrebbe porsi per «pezzi di storia italiana» come il carcere di Santo Stefano a Ventotene, che potrebbe diventare un resort di lusso. «È assurdo solo pensare di vendere a privati beni demaniali di grande valore ambientale e storico», spiega Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, «che appartengono agli italiani e non devono essere privatizzati per nessun motivo». Il presidente del Veneto Luca Zaia ha rassicurato: spiagge e Dolomiti venete «tornano» semplicemente al Veneto, ma non saranno mai messe in vendita. «Con il federalismo demaniale i beni pubblici tornano ai legittimi proprietari» spiega. «Nessuno si sogna di vendere arenili o montagne, che restano un nostro patrimonio a disposizione di tutti». Piuttosto la Regione, spiega, cercherà di vendere qualche vecchia caserma dismessa per evitare che diventi «alloggio improprio per clandestini».
ROMA Demanio, le Dolomiti non si vendono
L'Agenzia del Demanio sta lavorando per pubblicare una lista dei beni che potranno essere trasferiti agli enti locali, Comuni e Regioni, in base al federalismo demaniale. La lista, che dovrebbe essere pubblicata a fine luglio o primi di agosto, prevede la scrematura di 10mila schede per 19mila beni. I beni che non saranno trasferiti agli enti locali potrebbero essere messi in vendita, ma solo se l'ente territoriale mette a punto un progetto per valorizzare il patrimonio ceduto dallo Stato. Alcuni beni di grande valore ambientale e storico, come le Dolomiti, potrebbero essere esclusi dalla lista.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo