Palazzo Carignano non può ospitare solo le collezioni e i nostri uffici È una vergogna che Stupinigi sia ancora chiusa Voglio riaprirla "Non siamo i carabinieri della tutela, cè un grande lavoro da fare con tutti i musei che abbiamo in consegna nel nostro territorio" "Palazzo Carignano è un capolavoro che ha bisogno di rinascere con la cultura" Il Piemonte rappresenta una realtà ricca di potenzialità, con una società civile molto partecipe. Torino cerca oggi di ritagliarsi un ruolo di città darte che la storia gli ha riservato da sempre Il fatto che la Palazzina sia chiusa rappresenta uno sconcio, una vergogna Non posso andarmene da qui senza essermi impegnata per riaprirla Il trasferimento sarà un giro di boa e una grande occasione da sfruttare, daltronde ci sono tutti i presupposti Può ancora migliorare «Non siamo i carabinieri della tutela, vogliamo anche fare vivere i monumenti. Palazzo Carignano allora deve diventare il cuore pulsante della Soprintendenza, lì voglio organizzare eventi e incontri. Quelledificio non può rimanere solo sede del Museo del Risorgimento e dei nostri uffici, è un capolavoro che ha bisogno di rinascere con la cultura». Si presenta con idee battagliere la nuova soprintendente ai Beni storico artistici Edith Gabrielli, insediatasi da appena un mese. Labbiamo incontrata ieri, a poche ora dalla partenza per Tunisi in occasione della mostra della Sabauda. Dottoressa Gabrielli, come ha trovato, da romana, la situazione dei beni di Torino e del Piemonte? «Guardi, Torino e il Piemonte rappresentano una realtà ricca di potenzialità, con una società civile molto partecipe. Torino poi, in particolare, cerca oggi di ritagliarsi un ruolo di città darte che la storia in realtà gli ha riservato da sempre. Cè un grande lavoro da fare, con tutti i musei che abbiamo in consegna». Tra questi la Sabauda. Come vede il futuro trasferimento? «Lo vedo come un giro di boa e una grande occasione da sfruttare, daltronde ci sono i presupposti per farlo. Né si può più rimandare il suo rilancio. È uno dei più importanti musei italiani, con una collezione di grande qualità, ma può ancora migliorare. Necessita di un piano di comunicazione strategico, anche la trasferta a Tunisi, una sorta di 'ambasceria culturale, si inserisce in questottica. Lobiettivo è farla diventare una meta impedibile, ancora non lo è». A che punto è il progetto per il Polo reale? «Mi sono trovata un progetto già elaborato, quello di restituire al visitatore la possibilità di cogliere ununitarietà nelle collezioni sabaude, collegando per esempio Palazzo reale e lArmeria, ma non solo. Un progetto che senzaltro va sostenuto, con il direttore Turetta si stanno studiando le modalità per realizzarlo. Ma la soprintendenza non è solo musei, cè anche il territorio». In che senso? «Proprio sul territorio si sta facendo un lavoro fantastico, penso per esempio a Novara che ha due grossi cantieri aperti. Oltre al Broletto, che rientra nelle opere per il 2011, il castello con un museo di grande ricchezza, che conserva dipinti di caravaggeschi e sarà aperto il prossimo anno». Quali altri progetti le stanno a cuore? «Villa della Regina, un vessillo per la tutela, che resta da completare. Continueremo a impegnarci, anche per aprirla maggiormente al pubblico. E punteremo sul parco, che potrebbe potenzialmente avere molti più visitatori di quanti non abbia oggi». E la Palazzina di Stupinigi? «Lo scriva, il fatto che sia chiusa rappresenta uno sconcio, una vergogna. Eppure, forse in modo un po riduttivo, gli studiosi allestero, penso a un collega storico dellarte a Princeton, identificano la sua architettura con quella di Torino e del Piemonte tout court. Non posso pensare in prospettiva di essere stata soprintendente qui senza avere fatto qualcosa per riaprire Stupinigi. Certo, ci sono problemi nella gestione, avremo per questo incontri con la Fondazione Mauriziano. Questanno però sarà completato il grande restauro dellAppartamento di Levante e stiamo studiando un nuovo percorso di visita. Lobiettivo è riaprire la Palazzina nel 2011».
TORINO - La soprintendente Gabrielli "Dobbiamo ridare vita ai monumenti"
La soprintendente ai Beni storico artistici Edith Gabrielli ha espresso la sua preoccupazione per la chiusura del Palazzo Carignano e la Palazzina di Stupinigi, considerandole "un sconcio, una vergogna". Ha affermato che il Piemonte è una realtà ricca di potenzialità e che Torino cerca di ritagliarsi un ruolo di città darte. Ha anche sottolineato l'importanza di far vivere i monumenti e di organizzare eventi e incontri nel Palazzo Carignano. La soprintendente ha anche parlato del trasferimento della Sabauda a Tunisi, considerandolo un giro di boa e una grande occasione da sfruttare.
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