Lassociazione No Comment: abbandonata a se stessa una delle aree più belle di Napoli. Numerosi i senzatetto "emigrati" dal Nord Ferdinando Fuga, larchitetto illuminista che trasferì nello spazio la griglia delle classi sociali disegnando lAlbergo dei poveri e il Cimitero delle 366 fosse, alle aiuole di piazza Carlo III non ci aveva pensato. Ma i senzatetto del terzo millennio sì. Larea verde che occupa il centro di una delle piazze più famose, anche se decentrate, di Napoli, è diventata al tempo stesso dormitorio e discarica a cielo aperto. È una denuncia speciale, quella dellassociazione No Comment, che già dal nome svela una vocazione più allindagine che al giudizio: «Non facciamo polemiche, il nostro scopo è capire la ragione dei fenomeni urbani e del degrado», spiega il presidente Antonio Alfano, lo stesso che raccontò alla città e allagenzia Reuters la storia della donna che viveva nelle torri di via Marina in compagnia di un esercito di ratti. Domenica scorsa al forum del gruppo informazionesolidale.org sono arrivate numerose segnalazioni di famiglie con bambini di via Foria e corso Novara. Le loro uniche chance di verde urbano sono quelle aiuole di piazza Carlo III. Già provate dalla morte di diverse palme (mentre nellOrto botanico, proprio dirimpetto, hanno trovato il metodo di cura e sono risorte tutte), le zone verdi contrastano con la restaurata facciata dellAlbergo dei poveri. Sulle panchine non ci si può sedere. Di sera i sedili diventano letti per i senzatetto dellEst e i barboni, di giorno servono a depositarci le loro coperte e i cartoni. Per terra una distesa di rifiuti fa pensare che lAsia non passa mai di là. I volontari dellassociazione hanno girato il quesito allazienda di raccolta rifiuti: «Abbiamo solo due addetti, pochi per la quantità di rifiuti solidi prodotti dai clochard», la risposta. Quando il sole tramonta cominciano i raid delle bande di Foria, Vasto e Ponti Rossi per spaccare bottiglie su quelli che una volta erano prati. Chi vuole passeggiare deve fare lo slalom tra i cocci. Lunica nota "ecologica" è un pony che la domenica - impietosamente sotto il sole, in barba al codice penale che lo classifica reato di maltrattamento - fa quattro passi con in groppa i bambini. «Labbandono di questa zona non è di un giorno solo - sottolinea Alfano, che ha filmato e fotografato lo scempio - La nostra denuncia parla del disagio sociale in un posto della città quasi dimenticato». A poche centinaia di metri dalla Stazione centrale e dal Museo archeologico. E proprio davanti al sito diventato emblema del Teatro Festival, levento culturale più seguito di Napoli. No Comment ha accertato che i senzatetto sono in parte anziani sfrattati da altre zone, in parte giovani immigrati dellEst rispediti a Napoli dalla crisi del nord Italia. Non trovando più lavoro come muratori o piastrellisti, tornano dove sbarcarono cinque anni fa «perché nelle pieghe del caos partenopeo riescono a mettere insieme il pranzo con la cena».
NAPOLI - Discarica di giorno e dormitorio di notte piazza Carlo III tra raid di bande e degrado
L'associazione No Comment ha denunciato lo stato di abbandono di un'area verde di piazza Carlo III a Napoli, occupata dai senzatetto. L'area, che una volta era un prato, è diventata un dormitorio e discarica a cielo aperto. I volontari del gruppo hanno girato il quesito all'azienda di raccolta rifiuti, che ha risposto di avere solo due addetti per la quantità di rifiuti prodotti dai senzatetto. I rifiuti sono spazzati via di sera dai "raid" delle bande di Foria, Vasto e Ponti Rossi. L'associazione ha denunciato il disagio sociale in un posto della città quasi dimenticato, vicino alla Stazione centrale e al Museo archeologico.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo