PiAzza Pitti domani diventerà palcoscenico della protesta dei restauratori italiani: i loro diplomi, insieme alle immagini dei monumenti, tappezzeranno tutta la piazza, mentre restauratori provenienti da tutta Italia, si stenderanno a terra infilati nei sacchi neri dellimmondizia. «Il ministero dei beni culturali ci tratta da spazzatura, non considera nulla i nostri attestati e diplomi, non riconosce il nostro lavoro di decenni, calpesta la nostra dignità di lavoratori» spiega uno dei responsabili Andrea Cipriani, presentando la plateale protesta che sarà allestita domani dalle 10,30 in poi a Pitti. «Ci ritroveremo per evidenziare come in questi mesi siano state ignorate le nostre richieste e calpestati i nostri diritti di persone e lavoratori. Dopo mesi di ricorsi di imprese e ditte, un ricorso al Tar del Lazio, e dopo il terzo rinvio al 30 settembre del bando di qualificazione, siamo ormai esasperati contro il silenzio del ministro e contro una procedura che non riconosce le esperienze formative e lavorative maturate prima del 2001» prosegue il rappresentate. (m.a.)
FIRENZE - La protesta - Se il restauratore sinfila nel sacco
PiAzza Pitti domani diventerà palcoscenico della protesta dei restauratori italiani: i loro diplomi, insieme alle immagini dei monumenti, tappezzeranno tutta la piazza, mentre restauratori provenienti da tutta Italia, si stenderanno a terra infilati nei sacchi neri dellimmondizia. Il ministero dei beni culturali ci tratta da spazzatura, non considera nulla i nostri attestati e diplomi, non riconosce il nostro lavoro di decenni, calpesta la nostra dignità di lavoratori spiega uno dei responsabili Andrea Cipriani, presentando la plateale protesta che sarà allestita domani dalle 10,30 in poi a Pitti. Ci ritroveremo per evidenziare come in questi mesi siano state ignorate le nostre richieste e calpestati i nostri diritti di persone e lavoratori. Dopo mesi di ricorsi di imprese e ditte, un ricorso al Tar del Lazio, e dopo il terzo rinvio al 30 settembre del bando di qualificazione, siamo ormai esasperati contro il silenzio del ministro e contro una procedura che non riconosce le esperienze formative e lavorative maturate prima del 2001 prosegue il rappresentate. (m.a.
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