Livorno. Confermati negozio HM e cinema da 220 posti. Oggi vertice in Comune Nel progetto di riconversione dell'ex cinema-teatro La Gran Guardia spunta una sorpresa: c'è anche spazio per le case. Uno spazio peraltro piuttosto consistente: l'ipotesi è infatti quella di realizzare un palazzo alto tre piani che avrà l'ingresso da via Santa Giulia. Nel progetto è confermata la realizzazione di un negozio di abbigliamento (HM) e di una sala per il cinema da 220-230 posti. Ma per trasformare l'ex Gran Guardia basta la Dia o serve la variante? Oggi il sindaco incontra i tecnici. LIVORNO. Nel progetto di riconversione dell'ex cinema-teatro La Gran Guardia c'è spazio anche per le case. Uno spazio peraltro piuttosto consistente: l'ipotesi è infatti quella di realizzare un palazzo alto tre piani che avrà l'ingresso da via Santa Giulia. Sorpresi? Probabilmente sì, visto che la proprietà dell'edificio (gli eredi di Fortunato Marinari) e l'amministrazione comunale avevano parlato fino ad oggi soltanto di un progetto commerciale-culturale, caratterizzato dall'apertura di un negozio di abbigliamento al piano terra (con il marchio HM) e dalla creazione di una sala cinematografica da 220230 posti nell'ex galleria. Tant'è che fin dall'estate 2009 il gruppo svedese di moda per giovani aveva ricevuto da Palazzo Civico precise rassicurazioni sulla fattibilità dell'opera: per trasformare il cinema in un megastore non era necessaria alcuna variante per la destinazione d'uso. Invece le cose non stanno così: proprietari e Comune si erano dimenticati di dire che c'era in ballo anche una vera e propria operazione edilizia. E lo hanno detto solo adesso, perché in Municipio è venuto a galla il problema della procedura tecnica da seguire per autorizzare l'intervento nel suo complesso: è sufficiente la Dia oppure è necessaria una variante urbanistica? Un quesito che dovrà essere sciolto dagli uffici tecnici competenti, che proprio per questo motivo sono stati convocati oggi dal sindaco Alessandro Cosimi per una conferenza di servizi. Ma prima di analizzare la delicata questione delle procedure, è obbligatorio soffermarci su due punti. Il primo: nel costruire appartamenti non c'è nulla di male, ma allora perché nasconderlo? Il secondo: nei mesi scorsi alcune voci isolate si erano alzate per richiamare l'attenzione sulla possibilità che nell'operazione ci fossero anche degli interessi immobiliari. Dobbiamo prendere atto che avevano ragione. E allora andiamo ad esaminare nel dettaglio questo progetto con sorpresa. Anche se in realtà non è stato finora presentato in Comune un progetto definitivo, bensì una scheda tecnica in cui sono previsti i tre diversi interventi. Partiamo da quello commerciale. Gli svedesi di HM hanno stipulato un contratto di locazione per 15 anni (rinnovabile per altri 15) con la proprietà dell'edificio e sono disposti a farsi carico delle spese per riconvertire il foyer (di cui sarà mantenuta la fisionomia originaria) e la platea in un grande negozio di abbigliamento alla moda e a basso prezzo molto apprezzato dai giovani. HM avrebbe molta fretta di partire con i lavori del nuovo negozio: almeno così si dice, visto che il gruppo svedese mantiene per il momento il massimo riserbo sull'operazione. Passiamo all'intervento culturale. Gli eredi di Fortunato Marinari hanno sempre detto di voler mantenere viva la vocazione cinematografica della Gran Guardia e infatti è stata prevista la realizzazione di una sala da 220-230 posti sfruttando quella che era la galleria. Nella scheda si ipotizza anche la realizzazione di un bar-ristorante, a servizio del cinema. E arriviamo all'operazione edilizia. Per costruire il palazzo di tre piani, sarà sfruttata l'area del palco dell'ex Gran Guardia: l'edificio si affaccerà sul retro, in via Santa Giulia, dove ancora si vede l'uscita posteriore (un cancello verde) dell'ex cinema. Non è indicato il numero di appartamenti da realizzare, ma non saranno pochi trattandosi di un immobile su tre livelli. Di edifici polifunzionali, simili a quelli che la proprietà della Gran Guardia vuole realizzare con il sostegno di HM, ce ne sono numerosi in via Grande. Resta però da capire quale sia la procedura necessaria per realizzare questa operazione che, tecnicamente, viene definita di straordinaria manutenzione. Non è stato infatti previsto un ampliamento dei volumi, bensì una nuova ridistribuzione degli spazi interni. Per questo la proprietà chiede di poter procedere con una semplice dichiarazione di inizio attività, mentre gli uffici tecnici comunali stanno valutando anche l'ipotesi della variante (questo perché di mezzo c'è anche la costruzione di residenze). Ma se si dovesse procedere con la variante, i tempi si allungherebbero di diversi mesi e HM potrebbe anche rinunciare. Per questo la proprietà della Gran Guardia è in pressing sull'amministrazione comunale. Che a sua volta è chiamata a verificare le regole da applicare (e da rispettare). Vedremo come andrà a finire. E se ci saranno altre sorprese...