LUCCA. A fine mese uscirà il numero speciale della rivista "La via del Catai" che dove si parla del progetto Unesco di Lucca. Ecco in esclusiva uno stralcio della prefazione cuata dal professor Riccardo Scartezzini, presidente del Centro Studi Martini. «Il progetto di ricerca sui luoghi della Via della Seta è partito poco più di un anno fa con la firma dell'accordo tra l'ufficio Unesco del Ministero per i Beni Culturali e il centro studi Martini dell'università di Trento per individuare alcune città, e al loro interno, alcuni edifici o complessi monumentali che potessero entrare a fare parte di una candidatura italiana per diventare Patrimonio dell'Umanità nell'ambito del programma Cultural Routes dell'Unesco. Il gruppo di lavoro ha individuato tre città: Genova, Venezia e Lucca. Le prime due (insieme a Pisa) in quanto repubbliche marinare storiche per il commercio internazionale. Lucca in quanto principale centro di raccolta e distribuzione della seta, anzi, autentica capitale europea della seta nel Medioevo, e luogo di elaborazione, manufatti e gusti che si sono poi diffusi nel resto del continente, contribuendo all'affermazione precoce di quello stile elegante e raffinato che in seguito avrebbe originato il mito del made in Italy. A Lucca l'intero centro storico medioevale, racchiuso nella magnifica cerchia muraria cinquecentesca, vero e proprio gioiello urbanistico dell'età dei Comuni, conserva ancora tracce evidenti della case, dei fondaci e delle botteghe utilizzate dai setaioli per le loro attività, in particolare la magnifica via del Fosso, primo esempio di strada a vocazione manifatturiera, costruita a ridosso della prima cerchia muraria per evitare che le esalazioni potessero inquinare l'aria. Dato che la prosperità della città nacque soprattutto dalla lavorazione della seta (filatura, tessitura, tintura e confezione degli abiti), il legame si sostanzia anche negli innumerevoli monumenti ed autentici capolavori, tra le cui le chiese, le cui decorazioni richiamano influenze orientali».